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La manifestazione continentale dell'altro mondo. Quasi in contemporanea coi Campionati Europei è partita nella tarda serata di ieri una delle più travagliate edizioni della Coppa America. Costretta a cambiare causa covid non soltanto anno di celebrazione ma anche la sede (da Argentina-Colombia a Brasile, una scelta di ripiego che vista la situazione pandemica brasiliana non è parsa felice), la manifestazione è partita nella serata di ieri con la gara fra Brasile e Venezuela, cui ha fatto seguito durante la notte italiana il match fra Colombia e Ecuador (vinta 1-0 dai colombiani). Costretta a cambiare anche la formula a causa dell'emergenza, la manifestazione mantiene intatto il proprio fascino. Peccato si tratti di un'edizione che rischia di essere dominata da una variabile totalmente indipendente: il Covid-19.

Messa momentaneamente sotto controllo in Europa, almeno quanto basta per organizzare una grande competizione sportiva policentrica, in Sud America la pandemia è un nemico ancora troppo forte. Al punto tale da far credere ancora adesso che giocare questa edizione della Coppa America sia stato un azzardo. E sperando che vada tutto bene, una cosa si può dare per certa da subito: la lotteria dei contagi condizionerà ampiamente lo svolgimento della manifestazione. Del resto, se n'è già avuta un'anticipazione con la gara inaugurale giocata nella tarda serata di ieri a Brasilia e vinta 3-0 dalla nazionale ospitante contro i viño tintos del Venezuela.

Intendiamoci: l'esito della partita fra i brasiliani guidato da Tite e i venezuelani guidati dal portoghese José Peseiro non sarebbe stato granché diverso anche senza l'incidenza della pandemia. Ma è un dato di fatto che i 12 positivi nella comitiva della nazionale ospite (ciò che ha reso necessario convocare altri 15 giocatori) costituiscano una fortissima ipoteca in negativo sul prosieguo del loro torneo. E altrettanto indiscutibile è che questo dato tecnico renda impossibile valutare il peso specifico della vittoria brasiliana. Che è stata nettissima nel gioco, abbastanza netta nel punteggio, ma che ha assunto proporzioni accettabili soltanto a 1' dalla fine col 3° gol messo a segno da Gabigol (l'ex interista, ammonito per gioco falloso soltanto un minuto dopo l'ingresso in campo al 65').
E resta il dubbio: il Brasile ha preferito non infierire su un avversario che si è consegnato nei suoi ultimi 20 metri in attesa che finisse la partita, oppure in questo momento la nazionale verdeoro non può dare più di questo? Un interrogativo che verrà sciolto dal prosieguo della manifestazione, che viste le condizioni può offrire esiti assolutamente inattesi.

@pippovai