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Penalizzata soltanto dal risultato. Ieri pomeriggio a Franchi la Cremonese ha suscitato un'ottima impressione. La sconfitta è arrivata soltanto per un autogol del portiere Ionut Radu (così bisognerebbe trascriverlo sul tabellino, altro che gol di Rolando Mandragora), ma ciò non sposta minimamente la valutazione complessiva da dare sulla partita nel suo complesso e sulla prestazione della squadra grigiorossa in particolare. Una valutazione che era diffusa tra la gente viola che sfollava dalle tribune del Franchi: vittoria della Fiorentina nettamente al di sopra dei suoi meriti, ottimo giudizio sulla Cremonese e chiara superiorità tattica del tecnico grigiorosso Massimiliano Alvini (toscano di Fucecchio) sul collega Vincenzo Italiano.

Proprio dell'impronta e delle scelte di Alvini ci piace parlare. La Cremonese ha fatto sempre la sua partita, asfissiando col pressing la Fiorentina per tutto il primo tempo e non rinunciando mai a contenderle l'iniziativa nella ripresa. La squadra grigiorossa è rimasta in 10 (espulsione di Escalante per sciagurata entrata su Kouame) dopo 43 minuti, ma dall'andamento della gara nessuno si è accorto che per oltre un tempo ha giocato con un uomo in meno. Due volte in svantaggio, la squadra di Alvini è stata capace due volte di rimettere in pari la gara (e il 2-2 è arrivato in condizione di inferiorità numerica). Non è riuscita a rimediare al terzo svantaggio giusto perché non c'era più tempo, ma prima che arrivasse il 3-2 aveva anche rotto un paio di volte l'assedio finale della Fiorentina andando a sfiorare un clamoroso 2-3. Inoltre, anche i cambi dalla panchina hanno evidenziato una buonissima qualità, a partire da Bonaiuto che ha 'quasi' firmato il gol del 2-2.

Intatto l'atteggiamento di gara da parte della Cremonese nonostante la piega sfavorevole dopo l'espulsione di Escalante, sono state invece molto rimaneggiate le scelte tattiche e di modulo. Fino a che è stata 11 contro 11 la squadra grigiorossa ha adottato il 3-5-2. Ma dovendo giocare con un uomo in meno per l'intera ripresa ha preferito passare alla difesa a 4 (con 3 centrocampisti e senza rinunciare ai 2 attaccanti), sostituendo il suo difensore centrale più incerto (Chiriches) e arretrando sulla linea di difesa i due esterni del centrocampo a 5 (Ghiglione sulla destra e Quagliata, subentrato a inizio ripresa a Sernicola, sulla sinistra). E così ha retto fino a fine partita pilotandola sul pari fino a pochi secondi dalla fine dei 6 minuti di recupero.

Ma è soprattutto sugli aspetti tattici esibiti nel primo tempo che merita soffermarsi. Perché, quando ha potuto giocarsela 11 contro 11, Alvini ha scelto di adottare alcune marcature a uomo. Dimostrando una volta di più che, se adeguata alla modernizzazione tattica che nel frattempo è maturata, questa scelta può mostrare una sorprendente modernità. Nel primo tempo Alvini ha fatto seguire Jovic da Chiriches in ogni zona del campo. Ma è soprattutto in mezzo al campo che si è vista la scelta più interessante. Lì i tre centrocampisti della Fiorentina (da destra a sinistra, Bonaventura, Amrabat e Maleh) sono stati seguiti in modo assiduo rispettivamente da Pickel, Zanimacchia e Escalante. Ciò che ha mandato in continua sofferenza la manovra viola e ha dimostrato come, adottata in posizione avanzata del campo, la marcatura a uomo possa essere uno strumento d'attacco anziché di mera ostruzione. Perché più di una volta, sulla trequarti, i grigiorossi hanno conquistato il possesso del pallone avanzando minacciosi verso la porta di Gollini.
Come è ovvio, la controindicazione della marcatura a uomo è che si tratta di duelli individuali e dunque all'infelice esito di un duello la squadra pone rimedio con qualche difficoltà in più. In questo senso, la prestazione di ieri della Cremonese fa capire che nel calcio contemporaneo la marcatura a uomo andrebbe adottata preferibilmente a centrocampo anziché in difesa. Ne è prova il duello fra Chiriches e Jovic. Contro l'attaccante serbo ancora parecchio imballato fisicamente, il difensore rumeno si è subito caricato di un cartellino giallo (8') e poi ha mancato in modo grossolano l'anticipo sul gol del 2-1, che Jovic ha marcato girandosi praticamente al ralenti. Più efficaci le marcature di centrocampo, specie quelle di Pickel su Maleh e di Zanimacchia su Amrabat. Quanto a Escalante, oltre al fallaccio da espulsione, non è stato inappuntabile su Bonaventura (gol a parte). Ma se si va oltre la somma dei duelli individuali, in termini di reparto il centrocampo grigiorosso ha messo in grave sofferenza quello viola per tutto il primo tempo.

Poi la necessità di giocare in 10 contro 11 per l'intera ripresa ha orientato Alvini a mettere da parte le marcature individuali (rinuncia a Chiriches, lasciato negli spogliatoi durante l'intervallo, e mancata assegnazione al subentrato Ascacibar dei compiti di marcatura che erano stati di Escalante). Ma resta la curiosità di vedere se nelle prossime partite questa scelta verrà riproposta.

Un'ultima annotazione, riferita a un gruppo di giornalisti cremonesi presenti in postazione vicina alla nostra: comprendiamo l'entusiasmo per il ritorno in Serie A, ma non bisognerebbe mai dimenticare che in tribuna stampa ci si comporta da giornalisti, col dovuto distacco professionale. Dunque, niente esultanze ai gol della 'propria squadra' né recriminazioni in occasione di decisioni arbitrali sfavorevoli. Siamo certi che già dalla prossima gara il comportamento sarà differente.

@pippoevai