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Un caso che dovrebbero studiare nelle Università: cattedre di Comunicazione aziendale o Marketing. S'intitola “Due centravanti: vendere bene, vendere male”.
Serve per segnalare, con esempi tratti dalla realtà, cosa fare e cosa non fare.
Il caso, lo avrete capito, è l’accoppiata Higuain-Icardi. La Juve (si dice) vorrebbe vendere il primo; l’Inter (lo si comunica ufficialmente a più riprese) vuole vendere il secondo.

L’ avvio delle vicende è diverso, ma il fine delle due società sembra lo stesso.   Entrambi i giocatori hanno attraversato (e, Icardi, anche provocato) notevoli vicissitudini, che si possono riassumere così: un anno storto.
Ma la Juve ha fatto “risorgere” Higuain, l’Inter ha affossato vieppiù Icardi. Il bianconero, tornato dalla magra stagione con Milan e Chelsea, depresso, ingrassato, scontento, in un mese, è rifiorito. E' dimagrito, si allena con impegno, Ronaldo lo abbraccia, Sarri ripete che “fa parte del progetto” e si presenta alla ribalta internazionale tra i più in forma.
Non passa giorno che, sulla sponda nerazzurra, Icardi non venga scaricato. Lo afferma Marotta e Conte ripete che “non fa parte del progetto, che vuole altri attaccanti”. Viene emarginato e additato come inutile.

Ora, la domanda al corso di Marketing è questa: “cosa fare per vendere bene un proprio prodotto?” (scusate la mercificazione delle persone). L’allievo più perspicace - ma non ci vuole molto - risponde: “lo si presenta bene, si tira a lucido, se ne tesse le lodi, se ne comunica la bontà ecc.” E’ esattamente quello che sta facendo la Juve con Higuain, tanto che si comincia a far filtrare la notizia “questo non si vende, ce lo teniamo noi; Sarri lo ha rigenerato”.
L’altra domanda è: “Cosa non fare per vendere bene un prodotto? Il solito allievo risponde: "Non bisogna disprezzarlo, non bisogna comunicare che si vuole vendere ad ogni costo, non bisogna sminuirne l’attrattiva”. E’ esattamente quello che ha fatto e sta facendo l’Inter con Icardi, dicendo a tutti che ormai il giocatore non interessa, che è fuori dai programmi, che vuole solo venderlo.

Il cliente che dovrebbe comprarlo si fa due domande e una considerazione: perché tanta voglia di venderlo? Quanto può valere ormai il giocatore? Certo, magari lo compro, ma visto che è così “disprezzato” io lo deprezzo.

Non sappiamo come andrà a finire, ma una cosa, fin da ora possiamo dirla: di solito le aste si fanno a salire. All’Inter, la fanno a scendere.



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