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Così impariamo a lasciarli andare. Sei gol del Manchester United alla Roma con doppietta dell’ex palermitano e napoletano Cavani, doppietta dell’ex novarese, udinese e sampdoriano Bruno Fernandes, gol dell’ex juventino Pogba e anche due assist di Cavani, due di Bruno Fernandes e Pogba sempre presente nelle azioni decisive. La Roma è uscita dall’Old Trafford con le ossa rotte, rimediando una sconfitta troppo pesante, una sconfitta storica nel punteggio che trasforma il Manchester United, dopo l’indimenticabile 7-1 in Champions, nel suo incubo europeo.

Era riuscita a rimontare il primo gol degli inglesi, ma è affondata clamorosamente nella ripresa. Prima di uscire definitivamente dalla gara sul 4-2, la Roma ha perso lasciando uno spazio eccessivo e ingiustificato al contropiede dello United e questo pensiero, se proiettato alla gara di ritorno, toglie quasi tutte delle già pochissime, vaghissime e inconsistenti speranze di rimonta. Il 6-2 impone ai giallorossi di segnare quattro gol senza subirne, ma se appena appena si scopre il Manchester sa come colpire. Al di là dello spazio e dell’atteggiamento, si è vista una chiara differenza tecnica fra le due squadre, troppo forte lo United per questa Roma. Nel conto finale, per alleggerire un pochino la posizione dell’allenatore e della squadra, va inserito l’aspetto-infortuni: Fonseca è stato costretto a fare tre cambi in 34', terminando così le “finestre” per altre sostituzioni, che sarebbero state indispensabili in una ripresa in cui la Roma è stata travolta. Certo, poteva fare dei cambi nell'intervallo, ma sul 2-1 non era proprio il caso.

PRIMO GOL DEGLI EX ITALIANI - All’Old Trafford era iniziata per la Roma non una partita, ma una vera scalata all’Everest. Due minuti e si è fermato Veretout, al primo scatto è saltato il flessore del francese. Primo cambio, dentro Villar. Quattro minuti dopo, vantaggio del Manchester United con un’azione splendida, iniziata da Pogba che ha risucchiato fuori Smalling e lo ha saltato insieme a Villar e Diawara, palla in area per Cavani, tocco per Bruno Fernandes, scavetto su Pau Lopez in uscita e inglesi in vantaggio. Pogba, Cavani e Bruno Fernandes, tre vecchi protagonisti della Serie A e, come vedremo, protagonisti di questa gara. 

MA CHE REAZIONE! - Dopo meno di 10 minuti, la semifinale sembrava aver preso una piega netta, ci volevano coraggio, orgoglio e rabbia per rientrare in partita e la Roma, con una bellissima reazione, c’è riuscita in pochi minuti arrivando al pareggio su calcio di rigore fischiato da Del Cerro Grande, con la collaborazione del guardalinee Alonso Fernadez, che aveva la visuale libera quando Pogba, in scivolata, ha deviato il cross di Karsdorp con una mano. Rigore segnato da Lorenzo Pellegrini. 

DZEKO E LA FINE DEI CAMBI - Era una serata stranissima per la Roma, forte, solida, cattiva, ma assai poco fortunata per le sostituzioni. Respingendo un tiro di Pogba, nemmeno troppo violento, Pau Lopez si è fatto male ricadendo sulla spalla. Le urla del portiere spagnolo hanno interrotto l’azione successiva: al 27' è uscito anche lui ed è entrato Mirante. Altri 7 minuti e la Roma ha ribaltato il risultato con un’azione bella come quella del vantaggio inglese. Attacco di Spinazzola, che si era impadronito della fascia sinistra, palla a Mkhitaryan al limite dell’area, l’armeno ha visto il taglio perfetto di Pellegrini e, con un tunnel a McTominay, gli ha messo la palla sul piede, cross dal fondo del capitano, Maguire fuori tempo, Dzeko invece col tempo esatto. Poteva essere la svolta, ma sono passati appena 100 secondi e anche Spinazzola ha chiesto il cambio: infortunio muscolare. E’ entrato Bruno Peres. Mai successo nella storia dell’Europa League che una squadra fosse costretta a tre sostituzioni nei primi 45'. Il problema era serio perché Fonseca aveva esaurito le tre “finestre” dei cambi e da quel momento, se non avesse fatto sostituzioni nell'intervallo, sarebbero rimasti in campo gli stessi undici.

CAVANI E MIRANTE - Il Manchester ha preso subito ad attaccare, ma la Roma si è difesa con ordine e l’unico rischio (grosso, grossissimo) l’ha corso per un folle errore di Ibanez che, con un passaggio orizzontale, ha messo Cavani davanti a Mirante, per fortuna della Roma l’errore del Matador si è mischiato alla bravura del portiere e all’intervallo la squadra di Fonseca è arrivata senza possibilità di cambi ma con un gol di vantaggio e soprattutto con la forte sensazione che questo Manchester, pur forte, si poteva infilare in contropiede. Sarebbe stata la grande illusione. 

ANCORA GLI 'ITALIANI' - Il problema, infatti, è che quello spazio in contropiede è stato sfruttato alla prima occasione dal Manchester, non dalla Roma, che ha lasciato troppo campo fra la linea della difesa e il centrocampo. Come in occasione del primo gol, i protagonisti sono stati ancora i tre ex italiani, lancio di Pogba per Bruno Fernandes che ha restituito l’assist a Cavani e stavolta l’uruguaiano non ha sbagliato. Due a due dopo tre minuti della ripresa. Sono seguiti minuti di preoccupazione per la Roma, il Manchester aveva alzato i giri e ora era intorno all’area giallorossa. 

E ANCORA CAVANI - Ma come era accaduto nel primo tempo, la Roma si è tirata su e ha costruito una buona occasione con Pellegrini che ha sbagliato la scelta finale, doveva tirare e invece ha cercato Dzeko marcato in area. La partita si è fatta equilibrata, un attacco per parte, con maggiore pressione degli inglesi. Niente, fino a quel momento, faceva intravedere il pericolo non solo di una disfatta, ma nemmeno di una sconfitta. La gara è rimasta in bilico fino al 3-2 degli inglesi di nuovo in vantaggio con Cavani, prontissimo a ricacciare in rete la palla che Mirante aveva debolmente respinto proprio sui suoi piedi dopo un diagonale non difficile da bloccare di Wan Bissaka. 

IL RIGORE DI FERNANDES - Ora sì che si è fatta difficile per la Roma, incerta nell’atteggiamento: attaccare o difendere il minimo svantaggio? In questo dubbio si è infilato il Manchester che ha segnato il 4-2 con un rigore di Bruno Fernandes. Il fallo di Smalling su Cavani (sempre gli ex italiani in mezzo...) era netto, ma quando la palla era scappata via di 5 o 6 metri. Anche l’azione del rigore era nata con una ripartenza inglese. Contropiede sì, ma per favorire il Manchester. La Roma è crollata nella testa e nelle gambe, era al tappeto e la squadra di Solskjaer non le ha permesso di rialzarsi. Duro, cattivo, determinato, il Manchester ha fatto il 5-2 con un colpo di testa di Pogba (incenerito Smalling) su cross di Bruno Fernades e il 6-2 con un diagonale di Greenwood, appena entrato, su bel lancio di Cavani. Lì si è chiusa la disfatta della Roma. 


IL TABELLINO:
Manchester United-Roma 6-2 (primo tempo 1-2) 
Reti: 9', 71'rig. Bruno Fernandes, 15' rig. Pellegrini, 34' Dzeko, 48', 64' Cavani, 75' Pogba. 
Ammoniti Villar, Smalling (R), Pogba (M). 
MANCHESTER UNITED: de Gea; Wan-Bissaka, Lindelöf, Maguire, Shaw; McTominay, Fred (83' Matic); Rashford (76' Greenwood), Bruno Fernandes, Pogba; Cavani. All. Solskjaer. 
ROMA: Pau Lopez (28' Mirante); Smalling, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout (5' Villar), Spinazzola (37' Bruno Peres); Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko. All. Fonseca. 
Arbitro: Carlos del Cerro Grande.