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Venti giorni dopo, il tema Superlega continua a dominare le cronache calcistiche europee. Nella giornata di ieri, infatti, un'indiscrezione di ESPN riportava l'ipotesi di due anni di squalifica per chi è ancora legato al progetto. Due stagioni senza competizioni europee, Champions ed Europa League, per le cinque ancora dentro il torneo d'élite annunciato lo scorso 18 aprile. Si tratta di Real Madrid, Barcellona, Juve, Milan e Inter. A differenza dei sei club inglesi e dell'Atletico Madrid, infatti, le cinque società non hanno raggiunto un accordo per uscire dalla Superlega, sebbene l'Inter sia vicina a trovare un'intesa con l'Uefa. 

RISCHIO ESCLUSIONE? - Per le altre quattro, invece, il nemico numero uno è l'articolo 51 dello statuto, il quale vieta ai club membri dell'Uefa di creare una competizione parallela. Una telenovela infinita, uno scontro mai placatosi tra Ceferin e Florentino Perez. L'obiettivo di Nyon, concludeva l'articolo di ESPN, era raggiungere un'intesa con almeno altre due squadre (Inter e Milan le principali indiziate) così da far decadere automaticamente la Superlega. Con la rinuncia di 9 club, infatti, il torneo verrebbe cancellato ufficialmente come riportato dallo statuto. 
DURA REAZIONE - I club, intanto, prendono posizione. Tramite una dura nota, infatti, fonti vicine alla Superlega commentano: "Non c'è possibilità di esclusione dei club dalle competizioni europee, c'è un ordine del tribunale di Madrid che lo impedisce chiaramente. Le persone nei comitati disciplinari Uefa sono giudici e avvocati che sarebbero soggetti a sanzioni severe, responsabilità civile e forse anche responsabilità penale se ignorassero un ordine del tribunale. Anche in Svizzera, che è vincolata da un trattato a rispettare un ordine del tribunale di Madrid".