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Ieri Calciomercato.com ha informato i suoi lettori a proposito della sanzione comminata dalla Commissione Disciplinare della Fifa nei confronti dell'Angers e del Paris FC, per un presunto caso di bridge transfer relativo agli spostamenti del calciatore franco-congolese Kevin Balongo Bemanga. Le due società francesi sono state punite con una multa da 30mila franchi svizzeri e col divieto di operare sul mercato dei trasferimenti in entrata, sia sul piano nazionale che su quello internazionale, per una sessione da stabilire dopo l'eventuale conferma della sanzione nei successivi gradi di giudizio.

Il comunicato Fifa non entra particolarmente nei dettagli della vicenda e nemmeno rende pubblico il nome del calciatore coinvolto. Si limita a dire che l'intervento sanzionatorio avviene perché l'attività di investigazione avrebbe fatto emergere la violazione delle regole sui trasferimenti-ponte, che poco più di un anno fa sono state inasprite dalla confederazione internazionale. Questa vaghezza di riferimenti ha fatto sì che il nostro articolo di ieri, basato esclusivamente sul comunicato messo in rete poche ore prima dalla Fifa, lasciasse vaghi i termini della vicenda e i motivi della decisione. Ciò che trova riflesso in alcuni commenti scritti dai lettori di Calciomercato.com. Proprio per fugare queste perplessità, ma soprattutto perché riteniamo che il tema sia troppo importante per ritrovarsi sminuito, nel pomeriggio di ieri e dopo la pubblicazione dell'articolo ci siamo immediatamente attivati per ottenere chiarimenti da una fonte altamente qualificata che conosce il dossier. Ne è venuto fuori un quadro preoccupante, che va ben oltre la violazione della regola e il singolo caso.

La Circolare Fifa n. 1709 – L'indispensabile punto di partenza è la definizione di trasferimento-ponte (bridge transfer), un oggetto che chi ci segue da qualche tempo su Calciomercato.com dovrebbe conoscere nei termini essenziali. Si tratta di un trasferimento che ha funzione intermedia. Il calciatore trasferito non passa direttamente dal Club A cedente al Club B acquirente, ma transita attraverso un Club C che risulta formalmente acquirente da A e cedente a C. La permanenza del calciatore presso il Club C può variare da qualche settimana (nei casi in cui si provi quantomeno a salvare le apparenze) a zero giorni (nei casi più smaccatamente espliciti).

Allo schema illustrato va aggiunta una variante, che poi è quella di nostro interesse perché è stata ritenuta dalla Fifa operante nel caso di Bemanga-Paris FC-Angers: i trasferimenti-ponte vengono realizzati non soltanto nelle circostanze di cessione dei diritti economici da un club a un altro, ma anche nei casi in cui si tratti di calciatori svincolati e poi tesserati per la prima volta con contratto professionistico, dunque passati dallo status di dilettanti allo status di professionisti.

Altro punto da tenere presente viene dai motivi per cui si ricorre alla formula dei bridge transfer, che sovente vengono realizzati attraverso club specializzati in questa pratica (i bridge club, di cui esistono esempi celeberrimi come l'uruguayano Deportivo Maldonado e, un tempo, lo svizzero Locarno). Essenzialmente i motivi sono tre: 1) aggirare il divieto Fifa sulle formule di Third Party Ownership (TPO); 2) dare corso a manovre che consentono l'evasione/elusione fiscale (i bridge club hanno sede in paesi dalla tassazione molto favorevole); 3) abbattere i costi dell'indennità di formazione.

Proprio alle questioni dei bridge transfer e dell'indennità di formazione è esplicitamente dedicata la circolare n. 1709 della Fifa, datata 13 febbraio 2020. Poche settimane prima che la pandemia si abbattesse sul calcio come su ogni altra attività sociale, la confederazione mondiale è massicciamente intervenuta sulla materia aggiornando il regolamento sullo status e i trasferimenti dei calciatori. E una stretta particolarmente severa è stata data sul tema dei trasferimenti ponte, rispetto ai quali sono stati sanciti due principi: un rafforzamento dell'onere della prova a carico delle società sospettate di avere violato le regole; e un lasso di tempo minimo da 16 settimane affinché un calciatore possa essere nuovamente trasferito dopo essere stato acquisito. Questo è il terreno regolamentare entro cui si colloca il caso Bemanga.

L'inghippo dell'indennità di formazione – Le innovazioni regolamentari disposte dalla Circolare 1709 entrano in vigore dal 1° marzo 2020. Dunque sono vigenti quando il 1° luglio 2020 si realizza l'accordo fra Bemanga e il Paris FC, società che milita nella Ligue 2 francese. Il giocatore arriva da svincolato dopo aver trascorso tre stagioni in Spagna, spese giocando in squadre dilettantistiche. Quest'ultimo aspetto è essenziale. Perché quando Bemanga viene tesserato dal Paris FC il 3 luglio del 2020, per il calciatore si tratta del primo contratto da professionista. Ciò che, come ben spiegato dal nostro Jean-Christophe Cataliotti, fa scattare le condizioni per il versamento dell'indennità di formazione.

A proposito dell'indennità di formazione, vanno ulteriormente chiariti tre punti: 1) viene pagata una volta sola, alla stipula del primo contratto da professionista, o più di una volta nel caso che il calciatore venga trasferito da una federazione a un'altra e entro il 23° anno di età; 2) il suo ammontare, che viene frazionato e distribuito alle società che hanno formato il calciatore a partire dall'età di 12 anni, è fissato da tabelle e parametri costantemente aggiornati dalla Fifa e dalle federazioni nazionali; 3) l'ammontare dell'indennità di formazione varia a seconda della categoria in cui milita la società che fa firmare al calciatore il primo contratto da professionista. Facendo un esempio alla grossa e con utilizzo di cifre soltanto indicative, un primo contratto stipulato da una società di terza serie può dar luogo a un'indennità da 50mila euro, un primo contratto stipulato da una società di seconda divisione può dar luogo a un'indennità da 100 mila euro, e un primo contratto stipulato da una società della massima divisione può dar luogo a un'indennità da 150mila euro. E a questo punto dovrebbe più chiaro il motivo per cui si parla di bridge transfer nel caso nel caso di Bemanga.
Il trasferimento di Ferragosto – Raccontano che Bemanga abbia fatto in tempo a giocare nulla più che un'amichevole pre-stagionale con la maglia del Paris FC. Poi il giorno di Ferragosto viene acquisito dall'Angers. Per quale cifra? Il dettaglio rimane non ufficiale, come testimoniato sia dalla scheda personale dedicata al calciatore da Transfermarkt, sia da altre fonti presenti sul web. Dalla nostra fonte riservata abbiamo appreso che la cifra sborsata dall'Angers sarebbe di 250mila euro, ma non è questo un dettaglio decisivo. Altri due sono essenziali per far avviare l'ispezione Fifa. Il primo: fra il 3 luglio 2020, data dell'ingaggio da parte del Paris FC, e il 15 agosto 2020, data del trasferimento oneroso all'Angers, intercorre nemmeno la metà delle 16 settimane indicate dalla Circolare Fifa n. 1709 come periodo minimo per non incappare nel sospetto di bridge transfer. Il secondo: uno dei tre club dilettantistici spagnoli (San Roque Lepe, o Mora CF, o Xerez CD) non ci sta e sostiene che il passaggio dal Paris FC sia stato un escamotage architettato dall'Angers per non pagare un'indennità di formazione più alta.

Rispetto a quest'ultima tesi, la nostre fonte afferma che oggettivamente le cose stanno proprio così: “Se il primo contratto da professionista fosse stato sottoscritto fra Bemanga e l'Angers, l'indennità da suddividere fra le società che lo hanno formato sarebbe stata di circa 340mila euro. Invece la stipula del primo contratto col Paris FC fa sì che l'ammontare dell'indennità da dividere fra le società formatrici sia di 160mila euro”. Serve altro?

La conclusione a cui giunge la commissione disciplinare della Fifa è che attraverso questo schema i due club francesi ottengano un saldo positivo da 90 mila euro a testa. Che per il Paris FC è la differenza fra quanto incassato dall'Angers e quanto dovuto alle società formatrici (250mila euro – 160mila euro), e per l'Angers è la differenza fra quanto avrebbe dovuto versare alle società formatrici e quanto versa effettivamente al Paris Fc (340mila euro – 250 mila euro). Rovesciando la prospettiva, per i club formatori si realizza una perdita aggregata da 180 mila euro. Una cifra che, sia pur frazionata, è molto rilevante per società calcistiche di quella taglia.

Questi sono dunque i termini formali entro cui la vicenda di Kevin Balongo Bemanga si è sviluppata. Ma il quadro non sarebbe completo se non ne venisse illustrata un'altra dimensione.

Spendere 250 mila euro per una comparsa – Per aggiungere sconcerto a sconcerto partiamo dal fatto che, durante lo scorso mercato di gennaio, Bemanga è stato trasferito in Svizzera. In prestito alla squadra B del Sion, terza divisione. Una categoria che, in termini tecnici, equivarrà al campionato italiano di Promozione. E forse siamo pure generosi. Resta dunque un mistero il motivo per cui l'Angers ha impegnato per il calciatore una cifra da 250mila euro. Cifra che, calata nel calderone del calciomercato globale, passa inosservata. Ma che per una comparsa diventa cifra rilevante. Lo sarebbe anche se fossero stati 100mila euro. E chissà quanti di questi affari, condotti su cifre 'basse', vengono conclusi nel corso dell'anno.

Dalla stampa francese la stranezza del passaggio da Paris FC a Angers era stata notata immediatamente. In particolare, un articolo del quotidiano Le Parisien metteva in evidenza alcune coincidenze. Per esempio, il fatto che l'agente del calciatore sia Reagen Puninu, indicato dal quotidiano come un soggetto in ottimi rapporti con l'Angers e impegnato in quelle settimane a realizzare altri affari col club di Ligue1. Interrogato su questo scenario dal quotidiano parigino, Reagen Puninu ha allontanato ogni ipotesi di giri strani. Ne prendiamo atto. Così come prendiamo atto che la stranezza del trasferimento di Bemanga da Paris FC a Angers sia stata rimarcata in un bel libro pubblicato lo scorso febbraio, “Foot. La machine à broyer” di Éric Champel.

Monsieur le president – Un'ultima indiscrezione. Pare che, subito dopo la pubblicazione della decisione della Commissione Disciplinare, i telefoni abbiano preso a trillare freneticamente ai piani altissimi della sede Fifa. Come mai? Chissà. Di certo, va ricordato che c'è di mezzo il Paris FC. Che oltre a essere controllato al 20% da un fondo sovrano del Bahrein, ha un proprietario molto ben inserito nelle massime sfere del potere francese. Si chiama Pierre Ferracci e viene dato vicinissimo al presidente della repubblica Emmanuel Macron. Il figlio Marc e la nuora Sophie fanno parte del cerchio magico presidenziale. Non sapremmo dirvi come mai, ma abbiamo impressione che i bookmakers non accettino scommesse sulla riforma in appello della decisione presa ieri dalla Commissione Disciplinare Fifa.

@Pippoevai