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(La prima puntata è stata pubblicata QUI). 

Porte spalancate e tappeti rossi. Ha dell'incredibile la disponibilità con cui il mondo del calcio ha accolto l'ingresso di mister Idan Ofer, proprietario del Famalicão e azionista di rilievo dell'Atletico Madrid. A partire dal 2018 è una gara a tirarlo dentro i circuiti che contano. Quelli che stanno al crocevia tra il grande capitale finanziario, che trova nella New Football Economy del pallone una sponda sicura, e il sistema delle intermediazioni orchestrato dai superagenti. Dentro questo circuito, parafrasando uno slogan politico che ebbe rapida fortuna a fine anni Ottanta in occasione di una campagna elettorale locale a Roma, il Signor Nessuno è diventato Qualcuno. E a dire il vero, mister Ofer proprio Nessuno non era, prima di diventare l'azionista di riferimento del Famalicão e il principale azionista di minoranza colchonero. 

Classe 1955, nativo di Haifa, è figlio di Sammy, che è stato uno degli uomini più ricchi d'Israele. E alla morte del padre, il rampollo dalla visione cosmopolita del mondo ha diviso col fratello Eyal il patrimonio del genitore, continuando a svilupparne la linea di business su cui si è edificata la smisurata ricchezza della dinastia: il trasporto e la logistica navali. Ne ha ereditato anche il callo per le attività filantropiche, gestite con grande zelo comunicativo e grazie all'instancabile attività di Batia, la quarta moglie. La vita pubblica dei due è parecchio celebrata, e magari capita pure che a forza di stare sotto i riflettori e in favore di teleobiettivi giunga lo scivolone. Come, per esempio, la pacchianissima festa in costume per l'anniversario di matrimonio, celebrata lo scorso agosto a Mykonosche ha suscitato commenti disgustati presso la stampa israeliana

Ma se si circoscrive l'analisi della figura di Ofer al suo profilo da uomo d'affari la prospettiva cambia. Idan Ofer, secondo il Bloomberg Index, occupa il posto numero 469 nella lista mondiale dei miliardari, con un patrimonio personale da 4,26 miliardi di dollari. Ha raggiunto questa posizione anche perché ha saputo sviluppare altri business, espandendo il giro d'affari nell'estrattivo e nel minerario. E procedendo in questo cammino d'espansione ha creato una galassia di società fra le quali spicca Quantum Pacific Group, una holding dalla quale parte un puzzle inestricabile di societàLa sede di Quantum Pacific è Guernsey, isola che come altre fra quelle situate nel canale della Manica si porta addosso l'etichetta di paradiso fiscaleE per carità, allocare offshore una holding non è di per sé peccato mortale, poiché si tratta di una fra le tante scelte che legalmente possano essere adottate. Allo stesso modo, non fa nemmeno soverchia impressione che il nome di mister Ofer figuri nella sterminata lista dei Panama PapersChe ormai sono diventati un po' come Tangentopoli durante la tarda fase di riflusso nella considerazione dell'opinione pubblica. La fase in cui, se non eri incappato nemmeno in un'inchiestina per tangenti, significa che eri proprio nessuno. 

Qualche imbarazzo in più è provocato invece dalla storiaccia relativa a Black Cube, la società privata d'investigazione fondata nel 2010 da due ex ufficiali dell'intelligence israeliana. Il programma televisivo d'inchiesta Uvda, durante una puntata mandata in  onda lo scorso giugno, afferma che nel 2014 Ofer si sarebbe rivolto a Black Cube per raccogliere informazioni compromettenti sugli esponenti politici israeliani (su tutti l'allora ministro delle Finanze, Yair Lapid) che stavano lavorando per applicare una tassazione più severa sulle attività economiche d'interesse di mister Ofer. Interpellato dal sito Calcalist, un portavoce di Ofer afferma che Black Cube si occupa anche di servizi investigativi su possibili conflitti d'interesse, e che il contratto stipulato con la società d'investigazione riguardasse esclusivamente l'esame di fonti pubbliche. Dal canto loro, invece, quelli di Black Cube smentiscono di avere mai avuto una committenza da OferSia come sia, lo scorso giugno si diffonde la notizia di querela depositata in Inghilterra da Black Cube nei confronti di Ilana Dayan, la reporter che ha condotto l'inchiesta per Uvda

Emerge dunque, di mister Ofer, un profilo complesso da businessman. Cui mancava giusto di baloccarsi col calcio. Questa lacuna inizia a essere colmata a novembre 2017, allorché Quantum Pacific mette sul piatto 50 milioni di euro per acquisire il 15% dell'Atletico Madrid. L'ingresso avviene per sottoscrizione integrale di una nuova emissione azionaria. L'Atletico ha bisogno urgente di liquidità (ma non era la società del miracolo economico trainato dai fondi d'investimento?), Ofer vuole fermamente entrare nel calcio. Un matrimonio d'interesse che si celebra con soddisfazione di tutti. E pochi mesi dopo giunge il secondo passaggio. A febbraio 2018, dietro pressione del governo nazionale, i cinesi di Dalian Wanda Group devono dismettere il 17% del club colchonero. Interviene ancora una volta Quantum Pacific, che sborsa altri 50 milioni di euro e porta al 32% la partecipazione nel club iberico. Un'ascesa fulminea, per un magnate che fino a tre mesi prima non aveva mai messo piede nel mondo del calcio. E non è finita lì, perché nel frattempo un'altra scalata è in preparazione dall'altra parte del confine spagnolo.

Come abbiamo raccontato nell'articolo precedente di questa serie, a luglio 2017 il Famalicão decide di cambiare forma giuridica passando da SDUQ (Sociedade Desportiva Unipessoal por Quota) a SAD (Sociedade Anónima Desportiva). Il piccolo club minhoto che milita in seconda serie apre al capitale privato, e ciò avviene quattro mesi prima che Quantum Pacific sottoscriva l'aumento di capitale dell'Atletico Madrid. Poi a giugno 2018, dopo il varo della SAD, Quantum Pacific sottoscrive il 51% del capitale del Famalicão. Una mossa che avviene quattro mesi dopo che la società controllata da Ofer completa l'ascesa al 32% dell'azionariato colchonero. Se non c'è una strategia dietro tutto questo, non sappiamo proprio dove altro si possa trovarla, una strategia. E a questo punto rimane irrisolto l'interrogativo: quanto è Ofer a volere entrare nel mondo del calcio, e quanto sono altri a volerlo coinvolgere? Forse la verità sta nel mezzo. C'è un mutuo interesse. E un grande regista alle spalle: Jorge Mendes, da sempre in ottimi rapporti con l'Atletico Madrid nonché padrone assoluto del calcio portoghese.

Lo scorso 11 settembre Quatum Pacific amplia dal 51% al 85% la partecipazione nel club minhoto. Ciò che nel comunicato pubblicato dal sito ufficiale del Famalicão viene salutato con sommo giubiloIl rafforzamento di posizione della holding porta con sé alcuni cambi dirigenziali. Miguel Ribeiro, il direttore generale proveniente dal Rio Ave (club mendesiano di ferro) viene nominato presidente della SAD, e nel ruolo di amministratore delegato viene piazzato un uomo di Quantum Pacific, Amit Singh. Nelle settimane precedenti, a rinforzare i ranghi del club tornato dopo 25 anni nella massima serie portoghese, giungono tre calciatori dell'Atletico Madrid: Gustavo Assunção, Nicholás Schiappacasse e Nehuén Pérez. Tutto normale, ormai nessuno più si formalizza davanti ai casi di multiproprietà e di calciatori che vengono scambiati fra società sorelle. Ma l'estate 2019 è anche quella in cui l'Atletico Madrid chiude due grandi trasferimenti, uno in uscita (Antoine Griezmann al Barcellona) e uno in entrata (João Félix dal Benfica) grazie al supporto di un soggetto finanziario che si chiama XXIII CapitalChe tutto ciò avvenga quando Ofer è pienamente radicato nel mondo del calcio, e nelle cose del club colchonero, è forse soltanto una coincidenza. Ma le coincidenze sono fatte apposta per essere dette.