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Un record lo potrà van­tare sin dal primo giorno in cui si metterà al lavoro: a 42 anni Franco Lerda sarà il più giovane allenatore dell’era Cairo. De Bia­si ne aveva 49 nel 2005, Alberto Zaccheroni 53 ( nel 2006), Walter Novellino uno in più al suo primo transito sulla panchina granata ( 2007). L’età è scesa a 48 nel bre­vissimo interregno di Camolese ed è calata di altri 12 mesi con Colantuono. E per chiudere la carrellata va citato pure Mario Beretta, ora felicemente al Paok di Salonicco, fresco 50enne all’e­poca delle sue 5 giornate granata.

IL CUORE E IL CERINO - Già un elenco così lungo, in cui il nome Lerda arriva dopo quello di altri sei colleghi, rende l’idea di come Urbano Cairo sia ormai un habi­tué di simili trattative. E anche quella di ieri ha rispettato copio­ni già visti, con Lerda che è arri­vato a Milano poco prima delle sei di sera, incontrandosi poi con il presidente e il direttore sporti­vo Petrachi. E come già accaduto in passato la chiacchierata si è trasformata in una riunione- fiu­me, protrattasi sino a notte. Il tecnico si è presentato negli uffi­ci della Cairo Communication con una volontà chiara, già comu­nicata al Sassuolo, rifiutando l’of­ferta modenese. « Il Torino è quel­lo che voglio » : questa la dichiara­zione d’intenti di Lerda, punto di partenza di una trattativa che, con tali premesse, avrebbe potuto pure chiudersi in pochi minuti. Il presidente Cairo però di allena­tori ne ha già messi sotto contrat­to sei e, negli anni, ha imparato a non agire sempre d’istinto. Lerda da questo punto di vista invece ha seguito direttamente il cuore: ha detto no ad un accordo come quello col Sassuolo, praticamente definito in ogni dettaglio, per ascoltare la voce del Toro. Il ri­schio di restare con il cerino in mano, con un Grazie e arrivederci da parte dei dirigenti granata c’e­ra, ma il tecnico di Fossano non ha voluto neppure prenderlo in considerazione. Lui si è messo in gioco, aspettandosi un’analoga predisposizione dalla contropar­te. D’altronde, quello che nel codi­ce civile viene definito il buon pa­dre di famiglia in questi casi pen­sa: «Non si chiede a una persona di mandare a monte un accordo che chiede solo di essere sotto­scritto, semplicemente per fare un sondaggio».