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Si rigioca Inter-Juve. La prossima settimana semifinale d’andata, quella successiva il ritorno. Vale per la Coppa Italia, ma vale, e tanto, anche come rivincita di Pirlo su Conte dopo la recente sconfitta in campionato. E’ stata una vittoria... naturale quella della Juve sulla Spal, la differenza è apparsa chiara come c’era da aspettarsi, nonostante le assenze forzate e volute fra i bianconeri. Tanto per dire, Ronaldo è rimasto a casa. Anche la Spal ha messo in campo un po’ di riserve e di ragazzi. E’ finita 4-0, la Juve avrebbe potuto segnare altri due gol, Berisha ha fatto qualche bella parata e alla fine Pirlo ha avuto le indicazioni che cercava sui giovani. Del resto, solo questa era l’occasione per vedere dall’inizio Dragusin e Fagioli, oltre a Frabotta, a segno per la prima volta in bianconero. Contro l’Inter torneranno tutti i titolari.

MORATA GOL OVUNQUE - La Juve ha risolto ogni problema dopo un quarto d’ora e un paio di conclusioni non molto pericolose. Una percussione di Rabiot è stata interrotta in area di rigore della Spal da un ginocchio di Vicari sulla gamba del francese. Per il maceratese Pezzuto, sosia di Mr. Bean, non era rigore ma simulazione di Rabiot che infatti ha pure ammonito. Pirlo si è arrabbiato col quarto uomo Piccinini. “E’ rigore”, gli ha detto, mentre le telecamere hanno pizzicato Andrea Agnelli che in tribuna stava urlando. Mazzoleni ha richiamato il collega di campo davanti al monitor e appena ha rivisto l’azione Pezzuto si è corretto: via il giallo per Rabiot e rigore che Morata ha trasformato nella prima rete della serata juventina di Coppa Italia. Dove gioca, segna: per Alvaro era il 14° gol stagionale, un bottino equamente diviso fra campionato (4), Champions League (6), Supercoppa (1), Coppa Italia (2) e nazionale spagnola (1).

IL PRIMO GOL DI FRABOTTA - Mezza Juve di qua, mezza Spal di là, la differenza era evidente soprattutto quando i campioni d’Italia prendevano palla e attaccavano sulla sinistra con Morata al quale il giovane Okoli stentava, e non poco, a prendere le misure. La Spal era messa bene in campo, in certi momenti della gara ha pressato i bianconeri appena iniziavano la manovra, usciva con una certa disinvoltura sugli esterni, ma se tatticamente il confronto poteva sembrare a tratti equilibrato, sul piano tecnico era impossibile reggere il paragone. Così, quando Kulusevski è finalmente salito sulla scena, la difesa della Spal ha perso il contatto con l’attacco juventino: nel giro di pochissimi secondi Ranieri è entrato due volte in scivolata in area di rigore sullo svedese che, sterzando, lo ha evitato per piazzare la palla dal fondo verso il limite dell’area dove stava arrivando Frabotta, sventola di esterno sinistro al volo, la palla ha accarezzato anche un polpaccio di Esposito e ha battuto Berisha. Era la prima rete di Frabotta nella prima squadra della Juventus.

GIOVANI E MENO GIOVANI - Di solito i primi turni di Coppa Italia si prestano a esperimenti con i giovani. Pirlo ne ha schierati tre dall’inizio, Dragusin e Frabotta come terzini, Fagioli come regista. Lo stesso ha fatto Marino con Seck e Okoli. In realtà, Juve-Spal è stata anche una nostalgica sfida fra quarantenni, Buffon (43 domani) da una parte e Floccari (40 a novembre) dall’altra. Per loro il calcio non finisce mai. Ma le qualità di Buffon e Floccari sono note da tempo, più giusto soffermarsi sui giovani. Per Frabotta parla il gol e dopo aver segnato ha preso ancora più fiducia e ha attaccato bene; Fagioli ha impiegato un quarto d’ora a superare l’emozione del debutto in prima squadra, Pirlo lo incoraggiava e il ragazzino, schierato come regista, in certi momenti si è fatto vedere e ha provato qualche buona iniziativa: nato trequartista, il suo pezzo migliore è stato un assist con pallonetto sciupato da Ramsey; Dragusin aveva il cliente più rognoso, da quella parte attaccava l’anguillesco Seck che, in velocità, è partito un paio di volte. A inizio ripresa, sul 2-0, Pirlo ha messo dentro il quarto giovane, Alessandro Di Pardo, al posto di Bernardeschi che era uscito per un infortunio al ginocchio, e nel finale il centravanti Da Graca per Demiral. Pirlo avrebbe dovuto allenare la Under 23 della Juve e questa era l’occasione giusta per riprendersi quella panchina...
INTESA MORATA-KULUSEVSKI - Nonostante il 2-0, arrivato al 33' del primo tempo, la partita non ha perso troppo ritmo. All’inizio della ripresa Marino ha messo dentro Tomovic e Sala e la Spal, anche se è attesa da una sfida fondamentale in campionato col Monza, ha provato ad attaccare lasciando un po’ di spazio al contropiede della Juve. Dopo un’ora di partita, Pirlo ha fatto entrare anche Alex Sandro che non giocava dal 3 gennaio, causa coronavirus, e pure questa era una buona notizia per il tecnico bianconero. Così come lo era l’intesa crescente fra Kulusevski e Morata. Tuttavia lo svedese ha segnato solo quando Morata era uscito per fare spazio a Chiesa. Ed è stato proprio Chiesa, ringraziando Tomovic per la palla persa in uscita, a mettere Kulusevski davanti a Berisha per il 3-0. Per lo svedese assist e gol, proprio come Chiesa che aveva una gran voglia di segnare e c'è riuscito all'ultimo istante dei 4' di recupero. Per i due acquisti bianconeri, proprio una bella serata si può dire.

IL TABELLINO

Juventus-Spal 4-0

Marcatori: pt 16' Morata rig., 33' Frabotta; st 33' Kulusevski, 45' Chiesa.
Assist: pt 33' Kulusevski; st 33' Chiesa.
Juventus (4-4-2): Buffon; Dragusin, Demiral (38' st Da Graca), De Ligt, Frabotta (22' st Alex Sandro); Bernardeschi (1' st Di Pardo), Fagioli (42' st McKennie), Rabiot, Ramsey; Kulusevski, Morata (22' st Chiesa). A disp. Szczesny, Pinsoglio, Chiellini, Arthur, Danilo, Cuadrado, Bonucci. All. Pirlo.
Spal (3-5-2): Berisha; Okoli, Vicari (1' st Tomovic), Ranieri (1' st Sala); Dickmann, Missiroli (41' st Viviani), Esposito (21' st Valoti), Seck, Sernicola; Brignola, Floccari (21' st Moro). A disp. Thiam, Minelli, Paloschi, Spaltro, Strefezza. All. Marino.
Arbitro: Pezzuto di Lecce.
V.A.R.: Mazzoleni di Bergamo.
Ammoniti: st 5' Sernicola (S), 35' Valoti (S), 36' Chiesa (J), 40' Rabiot (J).