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La Juve sarà pure tornata (ha battuto 1-0 anche la Roma), ma se non riesce ad accorciare in classifica su Napoli (più 10) e Milan (più 8), non si capisce bene dove porterà questo ritorno. Certamente non a vincere lo scudetto (è un affare a due tra Napoli e Milan), forse a conquistare un posto per la Champions League, ma se siamo onesti fino in fondo non possiamo giudicare positivo l’operato di Allegri se, alla fine, farà più o meno come Pirlo.

La Roma meritava come minimo il pareggio e l’avrebbe raggiunto se Veretout non avesse sbagliato un rigore al 44’ del primo tempo. L’avesse realizzato sarebbe rimasto più di un tempo per decidere una partita equilibrata e che fino a quel momento aveva offerto il meglio di sè. Il secondo tempo, invece, pur aperto a molte soluzioni, è stato spezzettato e falloso azzerando lo spettacolo e aizzando il confronto duro, spietato e, a volte, anche disperato. Perché la Roma ha attaccato con disperazione e la Juve si è difesa allo stesso modo, esaltando le individualità dei singoli.

La partita l’ha decisa, quasi involontariamente, Moise Kean (16’) che ha segnato di testa. Lui era andato a staccare, ma a colpirlo sulla fronte è stato un altro colpo di testa, quello del compagno Bentancur, che aveva trasformato in oro un cross di rara precisione di De Sciglio.

Juve che si è schierata con il tre (Danilo, Bonucci, Chiellini), cinque (Cuadrado, Bentancur, Locatelli, Bernardeschi e De Sciglio) due (Kean e Chiesa) contro il 4-2-3-1 di Mourinho. Ma Roma che è partita meglio con Szczesny subito oppositore protagonista (5’ colpo di testa di Mancini respinto a due mani) e, subito dopo, Roma ancora vicino al gol quando Pellegrini, su assist di Zaniolo, ha calciato fuori di poco. 

Il vantaggio della Juve, in qualche modo fortuito, considerata la carambola tra Bentancur e Kean, non era però affatto casuale. Cuadrado da quinto di destra ha sventagliato sull’altro fronte per De Sciglio, quinto di sinistra. I difensori della Roma non hanno chiuso in tempo e il suo cross ad incrociare è andato a trovare un grappolo di maglie bianconere da cui sono svettati Bentancur e Kean.

Il vantaggio ha rassicurato la Juve che - secondo lo stile di Allegri - si è messa a difendere un po’ più bassa, eppure compatta e concentrata. A maggior ragione dopo che la Roma ha perso Zaniolo (solito problema muscolare) sostituito da El Shaarawy. E proprio dall’ex milanista è nata un’azione che, perfezionata da Vina, è stata chiusa con un bel colpo di testa di Abraham (37’).

Pochi secondi e Danilo salvava ancora su Abraham che stava ipnotizzando Bonucci. Infine, al 40’, un grave errore di Chiellini in disimpegno lanciava sempre Abraham in area, sull’attaccante inglese piombava Danilo che gli spostava la palla destinandola a Mkhitaryan, apparentemente in fuorigioco, tanto che l’assistente di Orsato alzava la bandierina. L’arbitro, però, non solo lo ignorava, ma fischiava il rigore per il fallo di Szczesny (giallo) sull’armeno.

Tutto giusto perchè confermato dal Var, tranne per un sospetto, assai dietrologico, di fonte romanista. Perché, visto che l’azione si era conclusa con il gol di Abraham, l’arbitro aveva fermato il gioco fischiando il rigore senza lasciar proseguire?

Per il semplice motivo che Mkhitaryan, nel momento in cui cadeva a terra per l’intervento di Szczesny, aveva toccato la palla con la mano. 

Purtroppo per la Roma non era la serata di Veretout che, prima, ha resistito al tentativo di Abraham di volergli sfilare la palla per andare sul dischetto e, poi, ha abboccato alla finta di Szczesny, facendosi parare il rigore (44’).

Intorno a questo episodio è ruotata la partita e la Juve, graziata da Veretout, ha cominciato il secondo tempo con l’altra grande azione della serata. Discesa di De Sciglio a sinistra, cross comodo per Bernardeschi che si inarca ed esplode in una rovesciata bellissima sulla quale Rui Patricio mette le mani senza agguantare la palla, arriva Kean e spara alto da un passo (48’).

Dopodichè è stata solo Roma. Con El Shaarawy che ha gettato lo sgomento in area bianconera, un cozzo tra Pellegrini e Chiellini (54’) per il quale è stato chiesto un altro rigore (ma non c’era nulla), un tiro a giro di Veretout (65’) fuori di pochissimo. 

Alla Roma è mancata la precisione e un po’ di fortuna, se è vero, come è vero, che Chiellini ha salvato un tiro a botta sicura da dentro l’area di VIna (73’) e che Bonucci ha deviato fortunosamente una conclusione destinata in porta di Cristante (83’).

Si è rivisto Morata (dal 70’ per Kean) e lo stesso spezzone di partita l’ha giocato Kulusevski per Chiesa. Ma gli attaccanti sono stati i primi difensori di un risultato prezioso, anche se non ancora pesante. La Juve ha ripreso a vincere, però Napoli e Milan non perdono mai. 


IL TABELLINO

Juventus-Roma 1-0

Marcatore:
pt 16' Kean.

Assist: pt 16' Bentancur.

Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini, De Sciglio (43' st Alex Sandro); Cuadrado, Bentancur, Locatelli, Bernardeschi (30' st Arthur); Kean (26' st Morata), Chiesa (26' st Kulusevski). A disp. Pinsoglio, Perin, Arthur, Ramsey, Alex Sandro, McKennie, Lu. Pellegrini, Kaio Jorge, Rugani. All. Allegri.

Roma (4-2-3-1): Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina; Cristante, Veretout (36' st Shomurodov); Zaniolo (26' pt El Shaarawy), Lo. Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham. A disp. Boer, Fuzato, Villar, Perez, Calafiori, Reynolds, Mayoral, Kumbulla, Diawara, Darboe. All. Mourinho.

Ammoniti: pt 42' Szczesny (J), 48' Abraham (R); st 4' De Sciglio (J), 39' st Shomurodov (R), 42' Danilo (J), 44' Locatelli (J), 48' Karsdorp (R).