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Troppa differenza, ma solo sul campo o anche sul mercato? Dopo la netta sconfitta di martedì sera col Bayern Monaco in Champions League, Antonio Conte ha puntato il dito sullo strapotere economico del club tedesco nei confronti della Juventus: "Per costruire i grattacieli serve tempo, non secchiello e paletta", ha commentato il tecnico bianconero.

In effetti la scorsa estate il Bayern si è permesso il lusso di pagare la bellezza di 48 milioni di euro per il centrocampista Javi Martinez, mentre i bianconeri dovranno aspettare la scadenza del contratto per prendere (a parametro zero) un altro giocatore spagnolo dell'Athletic Bilbao: Fernando Llorente.

Ma, a parte questo caso particolare, in generale le cose stanno veramente così? Oggi sul quotidiano La Repubblica il giornalista Angelo Carotenuto (citando Transfermarkt come fonte) scrive che negli ultimi tre anni, da quando gli Agnelli sono tornati alla guida della società, la Juve ha investito sul mercato 215 milioni di euro contro i 131 spesi dal club bavarese. Se si prende in considerazione l'ultimo biennio, cioè da quando è arrivato Conte, la distanza scende: 156 milioni contro 115.

Ad esempio nel 2009 il Bayern acquistò Robben e Mario Gomez con 50 milioni, la stessa cifra sborsata dai bianconeri per Diego e Felipe Melo. In seguito Marotta prese Krasic, Elia e Martinez per 35 milioni, mentre il Bayern puntò su Neuer e Luiz Gustavo.

Anche Luciano Moggi ha ricordato a Conte: "Non è giusto dire che loro sono più forti perché spendono di più - scrive l'ex direttore generale su Libero -, si può spendere anche di meno e qualche volta niente. Al tempo in cui giocava, Antonio dovrebbe ricordare i campioni che aveva vicino: erano giocatori acquistati da una società che, non avendo disponibilità economica, cercava di vendere a 'tanto' e comprare a 'poco'. Spesso riuscendoci".