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Quello visto in questa tournée asiatica non è di certo il miglior Mario Mandzukic di sempre. Sicuramente in ritardo di condizione, ma questo è un aspetto previsto e prevedibile per uno giocatore della sua stazza. Però, il centravanti croato è oggi uno di quei giocatori che meno sembrano potersi adattare alla rivoluzione in atto nella Juve. Forse se ne sta rendendo conto anche lui, che in più di un primo piano è stato pizzicato scuotendo la testa, lamentandosi con i suoi compagni, imprecando anche con sé stesso. Confermando così quelle che erano le ipotesi iniziali: per il gioco di Sarri, forse uno come Mandzukic è fuori posto. Il campione e l'uomo non si discutono, il fatto che le sue caratteristiche siano adatte alla Juve di oggi è sì un argomento di discussione. Non a caso anche lui è nella lista, pienissima, di centravanti sul piede di partenza, in compagnia di Gonzalo Higuain e Moise Kean. Anche lui fin qui ha però sempre detto di voler restare. Almeno per ora.
LA SITUAZIONE – L'ordine di priorità di queste cessioni è già cambiato più volte, al primo posto rimane il Pipita ma ora c'è Kean subito dietro per fare spazio in organico e generare una ricca plusvalenza. Così la situazione del croato è in fase di stallo. Un po' perché i vari sondaggi arrivati sul tavolo del suo entourage e della Juventus non si sono ancora trasformati in offerte vere e proprie, un po' perché la risposta di Mandzukic è sempre rimasta piuttosto tiepida, con il Borussia Dortmund a guidare la fila delle pretendenti con una prima apertura al ritorno in Bundesliga che non ha poi trovato continuità. Tutto fermo per ora, tutto rimandato almeno di qualche giorno, aspettando anche una primo passo dello stesso Mandzukic verso la porta d'uscita: tutto potrebbe accelerare nel caso in cui fosse lui stesso a credere di non potersi inserire negli schemi del nuovo tecnico, dopo essere stato un imprescindibile dell'era Allegri. Mancano quaranta giorni alla fine del mercato, anche il caso Mandzukic attende una soluzione.