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Riscoprire il Pipita. Potrebbe essere questo il titolo ipotetico di un film o di un libro che parlasse della clamorosa importanza di Gonzalo Higuain nell'economia del gioco della Juventus. Un discorso ripreso dopo un anno di pausa forzata, trascorso tra Milano e Londra, da dove il centravanti argentino covava la grande “vendetta”; non sarà più quello di una volta, gli anni passeranno per tutti ma i numeri non mentono mai. E questi dicono che nelle gare che contano Sarri non può fare a meno del suo unico e indiscusso numero 9.

SEMPRE DECISIVO - Due gol e un assist in 578 minuti disputati in campionato, una rete e un altro passaggio decisivo in 205 in Champions League e ciò che più conta è che Higuain è decisivo quando serve esserlo. A segno contro il Napoli alla seconda di campionato, risolutivo anche nella sfida per il vertice a San Siro con l'Inter di Conte, autore del passaggio che ha consentito a De Ligt di mandare ko il Torino nel derby. Tre giocate per tre partite chiave in questo inizio di stagione e la Champions League conferma questa tendenza: c'è la sua firma nell'azione del momentaneo 1-0 sul campo dell'Atletico Madrid, è tutto suo il colpo che indirizza il match casalingo col Bayer Leverkusen. Un Higuain diverso, più maturo rispetto al passato quello che a dicembre compirà 32 anni? Macché, il Pipita è sempre lo stesso, come certificano anche le cifre e le statistiche della versione 2017/2018, stagione meno prolifica in Italia sotto l'aspetto realizzativo.

NON SE N'E' MAI ANDATO - In quell'annata, l'argentino si fermò a quota 16 gol in 35 partite, con una media pur sempre di grande rispetto di una rete ogni 176 minuti, ma a rubare l'occhio è sempre il suo rendimento nei big match: in gol all'andata e al ritorno con l'Atalanta, doppietta a San Siro contro il Milan e soprattutto autore dei gol che valgono il settimo scudetto consecutivo della Juventus, quello al San Paolo contro il Napoli e quello contro l'Inter a Milano. Portano punti fondamentali o superamenti del turno anche gli acuti contro Olympiacos e Sporting Lisbona nei gironi di Champions e in particolare le 3 reti negli ottavi contro il Tottenham o ancora la rete contro l'Atalanta nella semifinale di ritorno di Coppa Italia. Cambiano gli allenatori, cambiano gli interpreti e cambia il suo minutaggio, ma una verità rimane sempre la stessa: questa Juve non può proprio rinunciare a Gonzalo Higuain.