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La Juventus, che domenica sera sarà impegnata all’Olimpico, dove assai probabilmente perderà dalla Roma, come già avvenuto con la Lazio, ha una sola speranza: che l’Atalanta fermi l’Inter a San Siro. In caso contrario, Conte e la sua truppa allungheranno, andando a cogliere il non platonico titolo di campione d’inverno. Chi lo conquista, nel settanta per cento dei casi, diventa campione d’Italia.

Ora i miei livorosi lettori sanno che ho indicato in tempi non sospetti, cioé quando la serie A era agli albori, l’Inter come principale favorita allo scudetto. Convinzione che in me si è rafforzata con il passare del tempo. Anche quando la Juve l’ha battuta a San Siro non ho rinnegato il mio pronostico, nonostante in troppi si facessero, come al solito, già beffe di me. Lo snodo dell’imminente turno è fondamentale: l’Inter, giocando in casa, ha la possibilità di staccare la Juve e di cominciare il ritorno con una serie di gare favorevoli che potrebbero addirittura farle aumentare il vantaggio.

L’ostacolo Atalanta però c’è e non può essere eluso. E se è vero che l’Inter propone la difesa meno battuta del campionato, l’Atalanta ha il miglior attacco della serie A. Ma, oltre a segnare, diverte, convince, abbaglia. Insomma un avversario vero, molto più forte, almeno in questo momento, del Napoli del turno precedente. Vincere al San Paolo è sembrata un’impresa più per il contesto (lo stadio, ancorché semideserto, il fatto che Conte non vi avesse mai vinto, il prestigio recente dell’avversario, ) che per i valori tecnico-tattici espressi dai contendenti. Come ho già avuto modo di scrivere, l’Inter avrebbe strappato i tre punti anche senza gli errori commessi dagli uomini di Gattuso in occasione dei gol. Oggi la distanza è troppo vasta e profonda, come lo è, sempre a mio parere, con la Lazio che affronterà il Napoli nel tardo pomeriggio di oggi.

Ecco così che la Juve, perdendo a Roma, non solo vedrebbe l’Inter scappar via, ma si ritroverebbe addosso la Lazio (facile, l’ho già detto, sbarazzarsi di questo Napoli) in forza della gara che deve recuperare, in casa, con il Verona.

Ma l’Inter - vale la pena rammentarlo - deve prima abbattere un’Atalanta che sta benissimo, corre leggera, cresce senza pause e, contro le prime, si esalta. E’ alla possibilità che la squadra di Gasperini rallenti o blocchi l’Inter che la Juventus si aggrappa con tutte le sue forze.

A Bergamo i bianconeri si imposero a fatica e nel finale, sfruttando, come spesso capita, l’abilità dei propri fuoriclasse. L’Inter ha Lautaro e Lukaku, quindi non è certo da meno, però è anche una squadra organizzata militarmente e che si batte con il furore tipico di Conte.

Se l’allenatore nerazzurro non si arrabbia, io dico che qualche gol all’Atalanta glielo potrà segnare anche in contropiede. Tuttavia non è questo il punto. È che i nerazzurri di Bergamo difendono a sistema puro e, dunque, concedono l’uno contro uno in fase difensiva. Per l’Inter non un vantaggio da poco, vista anche la facilità con cui è andata a segno a Napoli.

A centrocampo, invece, bisognerà distriscarsi dal pressing atalantino portato sempre da giocatori a grappoli. Ho sentito, nei giorni scorsi, una mirabile definizione di Corrado Orrico, ormai non più solo allenatore, ma anche un filosofo del calcio. Ha detto: “L’Atalanta circonda il portatore di palla con un drappello di giocatori. Una volta recuperata, i giocatori si allargano per tutta l’interezza del campo, diventando tutti pericolosi”.

L’Inter dovrà guardarsi da questo e dal ritmo che l’Atalanta imporrà. Oggi è la squadra che va più veloce di tutte e la sua intensità la rende una squadra davvero europea. Per paradosso non ha né l’allenatore, né i giocatori con quel tipo di esperienza. Ma tutti loro sanno che in Italia si gioca troppo piano. E che di questo bisogna approfittare.