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Alla fine ci ha pensato lo stesso protagonista del caso che ha animato l'ultima settimana in casa Juventus a fare chiarezza sulla situazione: "Ho giocato molto limitato nelle ultime tre settimane. Non c'era nessuna polemica. Ho cercato di aiutare la Juventus giocando anche se infortunato. A nessuno piace essere sostituito, ma capisco perché non stavo bene". Parola di Cristiano Ronaldo, che dopo il gol e il successo con il Lussemburgo (che qualifica il Portogallo a Euro 2020), ha voluto intervenire in prima persona per spegnere le polemiche nate dopo il cambio con il Milan e il suo abbandono nervoso del campo. Una versione, quella fornita di CR7 che va a confermare quella data nell'immediato post-gara dello Stadium da Maurizio Sarri, che per primo aveva accennato ai guai fisici del portoghese: "Ha avuto un problema al ginocchio un mese fa e da allora ha dolori quando si allena e ha difficoltà quando calcia".

Versioni concordanti e caso rientrato per i bianconeri? Tutto il contrario di quanto si poteva percepire negli ultimi giorni anche solo ascoltando le dichiarazioni dei protagonisti della vicenda. Le prime perplessità erano emerse nel momento della convocazione di Ronaldo, rilanciati dalla spavalderia del ct Santos nel ribadire a più riprese come Cristiano "stesse bene", che non ci fossero "dubbi sulle sue condizioni" e che sarebbe stato "regolarmente in campo contro Lituania e Lussemburgo". E a rincarare la dose ci aveva pensato lo stesso CR7, che prima della sfida con la Lituania aveva risposto piccato ai giornalisti: "Vi dico una cosa per tutte le prime pagine dei giornali nazionali: il capitano non sta bene, sta molto bene!", a ribadire di come fosse pronto per giocare. Detto, fatto. Perché Ronaldo ha giocato e non poco, 83' la prima con tre gol all'attivo e l'intero secondo match con una rete. Tutti messaggi che andavano a dare maggior peso all'espressione furibonda con la quale aveva abbandonato il campo dopo la sostituzione contro il Milan, apparentemente tutt'altro che accettata e compresa come dichiarato ora da CR7. Da sostituito per condizioni non ottimali con la Juve a punto fermo in campo con il Portogallo, da un estremo al suo opposto.

"Mi sono sacrificato anche in queste due partite" la spiegazione di Ronaldo dopo il Lussemburgo, a sottolineare lo stoicismo con cui il capitano si è messo in gioco nonostante i dolori per il suo Portogallo, per la sua nazionale. Un dietrofront comunicativo evidente nel giro di pochi giorni, un cambio di rotta che comunque fa sorridere la Juve a pochi giorni dall'incontro tra Sarri e Cristiano, atteso tra martedì e mercoledì alla Continassa. Non mancherà un confronto tra il cinque volte Pallone d'oro, il tecnico e la squadra, come aveva evidenziato anche Bonucci prima della partita tra Bosnia e Italia, ma le ultime uscite lasciano intendere che i toni saranno decisamente più distesi rispetto a quanto si potesse ipotizzare fino a poche ore fa. Le versioni si sono uniformate, o meglio, la versione di Ronaldo si è uniformata totalmente a quella fornita fin dall'inizio da Sarri, andando a sconfessare quella che era stata la linea comunicativa del ct Santos e dello stesso asso portoghese nell'ultima settimana. Vince la Juve, che ora attende il rientro di un CR7 rilanciato dalla nazionale e intenzionato a ritrovare la forma migliore lasciandosi alle spalle quei fastidi fisici che lo hanno limitato, almeno nelle ultime settimane in bianconero.