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Massimiliano Allegri è stato fin troppo onesto nel negare che la Juve a Napoli sia in emergenza, ma viene da chiedersi a chi altri avrebbe dovuto rinunciare una squadra che oggi si presenta senza tutti i sudamericani (Danilo, Alex Sandro, Bentancur, Dybala, Cuadrado rimasto addirittura in Colombia), reduci dalle trasferte per le qualificazioni mondiali, senza Chiesa (tornato malconcio dalla Nazionale) e naturalmente senza Arthur. 


E' chiaro che una squadra così ridotta non possa fare risultato a Napoli, ma anzi sia destinata a subire una rovinosa sconfitta che la sprofonderà a meno otto dallo stesso Napoli e dalla testa della classifica. 
Allegri è una persona seria e dice che l'importante è essere nella parte alta della classifica a marzo, ma - a mio parere - se sei in zona retrocessione dopo tre turni e alle viste c'è la prima trasferta di Champions League e subito dopo il Milan, la situazione, almeno nell'immediato, è destinata a peggiorare. 
Forse è troppo presto per dare la Juventus fuori dal giro scudetto
, probabilmente i restanti scontri diretti sono destinati a essere più pesanti che in passato, tuttavia pensare che sia ancora favorita una squadra che su tre gare ne ha perse due e pareggiata una, è davvero complicato.

E' molto probabile che Allegri schieri la difesa a tre (Bonucci, Chiellini, de Ligt) e due punte (Morata e Kulusevski). Il problema, come sempre, è il centrocampo dove ci saranno di sicuro Locatelli, Rabiot e McKennie. Da decrittare chi andrà sulle fasce: possibile Bernardeschi, ma probabile anche uno tra Pellegrini o De Sciglio. A meno che non si vedano in campo entrambi  (Pellegrini e De Sciglio) con Bernardeschi prima alternativa. 
Se così fosse, Spalletti saprebbe dove intervenire (le fasce) per sfondare l'avversario. E' credibile, comunque, che il Napoli non abbia problemi (nonostante le assenze di Demme, Ghoulam, Mertens e Lobotka) e che se troverà presto il gol possa finire in goleada.
E' vero che nel calcio può accadere sempre di tutto, ma non mi sembra questo il caso perché la Juve, oltre che in qualità tecniche, perde in peso, esperienza e personalità. 

Se le cose andranno secondo logica, e quindi vincerà il Napoli, mi piacerebbe chiedere al presidente Andrea Agnelli di quale progetto stia parlando visto che Cristiano Ronaldo se ne è andato, cogliendo del tutto impreparata la società e il rinnovo di Dybala - l'uomo che Allegri ha messo al centro - è sempre più complicato. 
Siamo nel cuore di settembre e la stagione, dopo quella del debutto di Pirlo, rischia di essere un altro fallimento dal punto di vista tecnico e, soprattutto economico, un ridimensionamento forzato che potrebbe ulteriormente incrinare il rapporto con la tifoseria (già in ebollizione dopo la sconfitta interna con l'Empoli) e intossicare in modo definitivo il consenso interno del presidente. 

Agnelli ha sbagliato con la Superlega, ha avuto bisogno di un aumento di capitale di 400 milioni per ripianare, in parte, i debiti, non era pronto al dopo-Ronaldo, potrebbe perdere Dybala. 
Quest'ultimo biennio è stato pessimo e nessuno capirà mai perché sia stato allontanato un allenatore vincente come Maurizio Sarri (lo scudetto e, l'anno prima, l'Europa League con il Chelsea) per implodere con Pirlo. 

Se alla fine di questo turno la Juve sarà ultima o giù di lì, la colpa sarà soprattutto di una società che ha operato male e potrebbe pure continuare, raggiungendo il peggio.