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Solo una volta in questa stagione aveva vinto con 3 gol di scarto (contro il Sassuolo alla prima giornata), ma non aveva mai vinto una partita in modo così netto. Può darsi che la Juve trovi la forza di ripartire dal 3-0 sul Bologna (intanto ha sorpassato l’Inter...), non c’erano Di Maria né Pogba, però i gol sono arrivati lo stesso. I gol dell’Est (due serbi, Kostic e Vlahovic, e un polacco, Milik) possono davvero scuoterla alla vigilia di due sfide decisive, con il Maccabi in Champions e col Milan in campionato.

La Juve ha fatto una partita da Juve, ma va detto che l’atteggiamento e le scelte di Thiago Motta un po’ l’hanno aiutata. Non offensivo, ma spregiudicato (ha preso due gol in contropiede, ma dai...), non tanto coraggioso quanto presuntuoso, l’atteggiamento intendiamo, con una rivoluzione post-Mihajlovic. Morale: 3-0 sulla schiena dopo la sconfitta in casa con l’Empoli.

FISCHI E CORI - L’aria che tirava allo Stadium ha consigliato ai padroni di casa di cambiare almeno atteggiamento visto che di gioco, da queste parti, si fatica solo a parlarne. Un po’ di fischi per Allegri al momento dell’annuncio delle formazioni, poi il classico invito dei curvaioli rivolto a tutta la squadra di tirare fuori le pelotas. Invito raccolto. La Juve si è addentrata nella sfida con un buon passo, un buon ritmo e soprattutto con la voglia di non aspettare qualcosa che poi non arriva.

Ha trovato un Bologna completamente ribaltato da Thiago Motta che nella notte di Torino ha cancellato con un colpo di spugna il lavoro del suo predecessore Mihajlovic. Fuori, in un colpo solo, Medel, Soumaoro, Posch e Lucumì, spazzata via la difesa a tre, linea a 4 con due nuovi centrali, Bonifazi e il ventenne debuttante Sosa, poi due mediani e in tre alle spalle di Arnautovic. Francamente troppo.

IL COLMO - Una squadra del genere dovrebbe attaccare di più, creare, inventare, invece è successo che in trasferta, sul campo di un’avversaria che ha un tasso tecnico nettamente superiore, il Bologna ha preso gol in contropiede. C’era già stata un’avvisaglia con un colpo di testa di McKennie, tutto solo, in piena area rossoblu: conclusione centrale e facile parata di Skorupski. Il Bologna ha perso palla ben al di là della linea di metà campo per la feroce aggressione di Rabiot, Locatelli e soprattutto di Milik che ha soffiato il pallone a Sansone. Sono partiti in quattro contro tre bolognesi, la palla è arrivata subito a Vlahovic che l’ha trascinata a piena velocità puntando centralmente Bonifazi, Rabiot ha tagliato al centro portandosi dietro De Silvestri e liberando a sinistra Kostic a cui è arrivata la palla buona proprio da Vlahovic per un bel diagonale di sinistro sul secondo palo. Anche questo è sembrato un mezzo paradosso: Kostic è stato acquistato per fare gli assist a Vlahovic, stavolta è accaduto al contrario, ma c’è da scommettere che ad Allegri andava bene anche così.
CONTROLLO JUVE - La reazione del Bologna è stata timida, solo una mezza occasione con un colpo di testa di De Silvestri parato dal rientrante Szczesny. Nei duelli diretti i bianconeri avevano quasi sempre la meglio. Avevano più rabbia, sapevano che non potevano perdere altro tempo, altri punti. Non tutto funzionava alla perfezione nella Juve, ma qualche miglioramento si poteva intravedere. Il Bologna aveva molte buone intenzioni, ma se sarà questa la strada giusta per entrare nelle prime 10 è tutto da verificare. Coraggio sì, ma forse anche un filo di presunzione.

COSI’ E’ TROPPO - Il Bologna ha cercato a inizio ripresa di prendere possesso del gioco e la Juve glielo ha consentito perché Arnautovic dalle parti di Szczesny non ha avuto un solo pallone giocabile. Qualche angolo, sì, c’è stato e peggio per il Bologna... Perché sugli sviluppi di un calcio dalla bandierina, De Silvestri ha avviato di nuovo il contropiede della Juve con un rinvio sballato. La squadra di Allegri è partita come una scheggia, azione a destra, da Kostic, a Locatelli e McKennie: stavolta erano quattro contro quattro, ma l’ultimo, a sinistra, era quel killer di Vlahovic che di testa ha infilato Skorupski (in ritardo, come Soriano era troppo staccato dal serbo) grazie al cross pennellato da McKennie. Due gol in contropiede a Torino contro la Juve: no, Thiago così non può andare.

E POI ANCHE MILIK - 
Su 2-0, cinque cambi fra Allegri e Motta, ma niente è cambiato. La Juve aveva ancora fame, voleva altri gol e ha segnato il 3-0 con un sinistro terrificante del centravanti polacco. E nemmeno tre reti bastavano, Bonucci ha centrato il palo con un colpo di testa. Poi si sono fermati.



 
IL TABELLINO
Juventus-Bologna 3-0

Marcatori:
pt 24' Kostic; st 14' Vlahovic, 17' Milik.
Assist: pt 24' Vlahovic; st 14' McKennie, 17' Cuadrado.
Juventus (4-4-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, Bremer, Alex Sandro; McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Milik, Vlahovic. A disp. Perin, Pinsoglio, De Sciglio, Cuadrado, Gatti, Rugani, Miretti, Paredes, Fagioli, Kean, Soulé. All. Allegri.
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri, Sosa, Bonifazi, Lykogiannis; Schouten, Dominguez; Orsolini, Soriano, Sansone; Arnautovic. A disp. Bagnolini, Bardi, Medel, Soumaoro, Lucumi, Posch, Moro, Kasius, Cambiaso, Ferguson, Aebischer, Vignato, Zirkzee. All. Thiago Motta.
Arbitro: Abisso. 
VAR: La Penna. 
AVAR: Preti.
Ammonito: st 47' Sosa (B).