La Juve allunga in classifica (più 4 sul Napoli) e, se vogliamo, la notizia non è questa. Ma il modo in cui s’impone all’Atalanta (2-0), la facilità con cui Higuain gioca (e segna), la bellezza (sì la bellezza) dell’azione che porta al secondo gol di Matuidi

E’ quasi primavera ed è come se la Juve esplodesse di un germoglio lungamente atteso. Certo, stiamo parlando di campionato italiano, dove la Juve è signora e tiranna, ma l’inversione di tendenza qualitativa rispetto, per esempio, al successo con la Lazio, è evidente. All’Olimpico non ci fu partita, nel senso letterale del termine, visto che lo stesso Allegri ammise di aver puntato allo 0-0 e di essere rimasto piacevolmente sorpreso dall’invenzione di Dybala.

Al contrario, di fronte all’Udinese si è vista una squadra piacevole ed efficace. E contro l’Atalanta, che non è l’Udinese, ma un avversario meno morbido, la Juve è stata in grado di uscire dal pressing senza timori e difficoltà, abile nel gestire un ritmo alto, letale nelle accelerazioni di Douglas Costa.

Allora, se questa Juve cambiata e più intensa mette quattro punti di distanza tra sé e il Napoli vuol dire che il campionato è finito?

Per me, ovviamente, no. E scrivo ovviamente perché ho sostenuto dall’inizio l’ipotesi che il Napoli vinca lo scudetto. Non la rinnego ora che, nonostante il cambio in testa, ci sono ancora trenta punti a disposizione (10 partite) e il calendario della Juve, dopo la sosta, sarà più duro di quello dell’avversario. Il Napoli ha affrontato quasi tutte le grandi (Lazio, Roma, Inter), resta il Milan in trasferta e, naturalemte, lo scontro diretto a Torino.

La Juve, invece, deve andare a Milano (sponda Inter), a Roma con i giallorossi e ospitare i milanisti. Di punti ne può perdere, ma perché la sfida abbia un senso è il Napoli che non deve sbagliare più: un altro passaggio come quello delle ultime due settimana (un punto su sei) e lo scudetto resterebbe un’illusione.

Adesso, comunque, molto è cambiato. La Juve comanda non solo quando c’è da giocare, ma anche quando ci sarà da gestire. Se vincesse tutte le partite rimaste (non accadrà) arriverebbe a 104 punti (il record è di Conte con 102) e lo scudetto un trionfo duplice: primato di punti e settimo sigillo.

Tuttavia sono convinto che se il Napoli avrà un’alleata, questa sarà la Champions League. Più la Juve va avanti (venerdì sapremo con chi nei quarti), più avrà bisogno di energie, risorse e cambi.
Insomma se oggi Allegri può essere soddisfatto dell’intero percorso della sua squadra, domani potrebbe non reggere il peso degli impegni di Champions e le imboscate in campionato.

Adesso, però, la Juve si sta godendo il suo momento migliore. L’Atalanta - l’ho detto - è un avversario che marca e pressa a tuttocampo, non rinuncia ad attaccare (a volte anche con otto elementi), fisicamente ha calciatori dotati, atleticamente è resistente.

Eppure la Juve non l’ha sofferta per nulla. Anzi, alla prima accelerazione di Douglas Costa, invano rincorso da Palomino, ha trovato il gol con Higuain, bravissimo a defilarsi, a colpire due volte la palla e a trovare l’angolo con un tocco di pura precisione.

Mancava un minuto alla mezz’ora e la partita è sembrata chiusa per la forza dei bianconeri di arrivare primi sulla palla, di vincere quasi tutti i contrasti, di cercare la profondità con Higuain. Non dico una partita perfetta (non ce ne sono), ma una gara sotto il controllo di una specialissima attenzione. Eppure un neo c’è stato. 

4’ della ripresa. Lichtsteiner, già in predicato di essere sostituito all’intervallo, quasi si accascia prima di un calcio d’angolo dell’Atalanta. Poi stringe i denti e si piazza in marcatura su Mancini. La parabola dalla bandierina va proprio verso il difensore atalantino che stacca indisturbato e colpisce. Buffon è immobile e la palla sembra dentro. Invece, per fortuna della Juve, sfuma a lato. Non so cosa sarebbe accaduto se l’Atalanta avesse pareggiato. So che non mi aspetto una sbavatura del genere da uno come Allegri.

Poi non solo Lichtsteiner è stato sostituito da De Sciglio, ma quest’ultimo è stato autore di un’apertura di sinistro (da destra a sinistra) che ha liberato Dybala altissimo. Cross basso, al limite dell’area per Higuain, assist del Pipa per Matuidi e gol del 2-0 (81’).

Va detto che l’Atalanta stava giocando in dieci dal 78’ per l’espulsione di Mancini che aveva commesso un fallo dietro l’altro (su Higuain prima e Chiellini poi).

Ciononostante, Allegri ha chiuso con la difesa a 5 (Barzagli per Douglas Costa) e mantenuta inviolata la porta. In questa Juve funziona tutto, ma la difesa di più.