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La Juve dovrà comprare, tanto e bene. Anche perché migliorare questa rosa resta impresa ardua al di là del flop europeo (perché quest'anno uscire ai quarti resta un flop, pure se l'Ajax dovesse alzare il trofeo). Tanti gli obiettivi in ogni reparto, che però dovranno coincidere con altrettante cessioni importanti, per una questione di bilancio ed equilibri interni. Rinnovare non significa necessariamente far partire chi appare ormai logorato o alle ultime curve, gente come Sami Khedira e Mario Mandzukic se in condizione restano dei professori insostituibili per Max Allegri, al di là dei recenti rinnovi di contratto e della carta d'identità. Così i veri nodi in uscita, in questo momento, sono altri quattro. Con il caso legato a Paulo Dybala che rimane il più spinoso.

DYBALA – Il rapporto con Allegri è ai titoli di coda, Dybala apprezza la fiducia della società testimoniata dalla numero dieci e un ruolo di vice-capitano tra i vice-capitani ma con il tecnico bianconero ormai il feeling tecnico e tattico è un lontano ricordo. Dal confronto in programma nei prossimi giorni l'argentino chiederà chiarezza, in caso di conferma di Allegri allora chiederà la cessione. E la Juve potrebbe accontentarlo solo a fronte di un'offerta non inferiore ai 100 milioni, magari bonus compresi. Con un diverso progetto tattico potrebbe anche restare, ma ad oggi la separazione sembra l'ipotesi più probabile.

PJANIC – In questo momento il più corteggiato resta Miralem Pjanic, forse l'unico vero sacrificio che Allegri vorrebbe evitare ma a cui dovrà far fronte. Prezzo simile a quello di Dybala, anche un po' più basso, figlio di un accordo ormai datato: la scorsa estate Fali Ramadani aveva sul piatto tante ricche offerte, il rinnovo con aumento dell'ingaggio ritardato a luglio 2019 valeva come la promessa di una cessione posticipata in caso di proposta giusta. Mezza Premier, Psg, Real e Bayern sono pronte a tutto. Il cambio con Aaron Ramsey potrebbe servire a mettere a posto il bilancio.

I CASI DOUGLAS E SANDRO – Ci sono poi altri due autentici casi aperti, quelli legati ai brasiliani Alex Sandro e Douglas Costa. Il terzino ha rinnovato dopo oltre due anni di trattative, ingaggio raddoppiato ma comunque inferiore a quello che gli era stato proposto da United, Psg e Chelsea per muoversi già a gennaio: problema rimandato di qualche mese, la sua posizione resta in bilico, dai 50 milioni in su può partire, per ora l'involuzione avuta negli scorsi mesi preoccupa più la Juve che non le pretendenti. La stagione fallimentare, a livello personale, di Douglas Costa ha creato un forte rischio svalutazione, che può in realtà aumentare l'interesse su di lui: bocciato più dalla società che non da Allegri, anche Douglas Costa può essere sacrificato con la Juve che ha già individuato forze fresche e più “settate” per sostituirlo.