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Il pareggio contro il Bruges ha momentaneamente eclissato una situazione paradossale verificatasi negli ultimi giorni in casa Lazio. La squadra di Inzaghi infatti, tra positività al Covid e infortuni, è stata costretta a partire con 12 calciatori della prima squadra alla volta del Belgio (il giorno dopo è riuscito ad unirsi al gruppo il 13esimo, ovvero Andreas Pereira). Un’emergenza che senza dubbio ha generato una grande reazione, considerando il punto ottenuto e anche le occasioni avute per vincere la sfida. Allo stesso tempo però, ora la questione si fa intricata, già dalla gara prevista domenica alle ore 15 contro il Torino.

I CASI DUBBI – “Nell’effettuazione di lunedì ci sono state delle criticità. Per tutelare i propri tesserati la società ha messo subito in isolamento i casi dubbi nelle rispettive abitazioni” questa è stata la spiegazione del dott. Fabio Rodia (ortopedico e coordinatore dello staff medico biancoceleste) in merito alle tante assenze. I casi dubbi sarebbero gli asintomatici, tra i quali risultano Immobile e Lazzari. Lunedì sono stati rimandati a casa anche Luis Alberto e Djavan Anderson. Tutti e quattro verranno controllati nei prossimi giorni con ulteriori tamponi per confermare eventualmente la rispettiva positività. Già fuori contro il Bologna c’erano Armini e Strakosha, mentre Cataldi non si vede dai giorni prima della trasferta di Marassi contro la Sampdoria. Infine, lunedì non erano stati sottoposti al tampone né Luiz Felipe, né Lucas Leiva, entrambi in stato febbrile.
GLI ISPETTORI – Insomma, un vero e proprio focolaio che ha portato gli ispettori della procura federale ad anticipare la visita a Formello prevista per la prossima settimana. Ieri, infatti, nel Lazio Training Center è andato in scena un colloquio tra gli uomini inviati dal procuratore Giuseppe Chiné e Lotito negli uffici del quartier generale biancoceleste. Il tema principale del confronto erano le tante positività, 10 tra calciatori e staff (sono risultati positivi anche il vice di Inzaghi, Farris e il collaboratore tecnico Rocchini). Come da prassi, sono state analizzate le procedure attivate dalla Lazio in vista dei calciatori positivi. Nelle settimane scorse gli ispettori sono stati inviati anche a Parma, a Napoli, a Genova per il Genoa e a Torino per la Juventus (le squadre che hanno avuto più casi di recente).

RISCHIO RINVIO – Intanto, spunta una possibilità per la Lazio, anche per permettere a Inzaghi di respirare e non dover sempre tirar fuori il coniglio dal cilindro a causa dell’emergenza. Intervistato prima della sfida contro il Bruges, alla possibilità del rinvio della partita contro il Torino il ds Tare ha risposto così: “Ci pensiamo, ma abbiamo avuto dei riscontri nel passato, servono le verifiche dei tamponi. Venerdì tiriamo le somme su questa situazione”. Insomma, in attesa dei verdetti di domani, è molto probabile che la Lazio si giochi il jolly (ogni squadra ne ha uno) per domenica, nella speranza di recuperare i calciatori per la partita contro lo Zenit del 4 novembre. Che il rinvio possa essere sfruttato adesso lo si evince dal fatto che potrebbero essere riscontrate altre positività. Riflettori puntati su Patric. Ieri sera lo spagnolo è stato costretto a uscire perché “aveva dei conati di vomito e degli sbandamenti” a detta di Inzaghi. Difficile, al momento, che la Lazio utilizzi il rinvio l’8 novembre contro la Juventus. Et voilà, il calcio durante l’emergenza Covid.