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Prendete un alieno, piombato sulla Terra tra giovedì e questa domenica e che per caso si è trovato ad assistere a Francia-Belgio e alla finale di oggi contro la Spagna, a San Siro. Poi provate a spiegargli che fino a pochi mesi fa il padrone della fascia sinistra dei campioni del mondo in carica non era il devastante Theo Hernandez ammirato in questa seconda edizione della Nations League, bensì un certo Lucas Digne. Fantascienza? No, era tutto vero, ma dopo questa Final Four tutta italiana, anche il nostro amico dallo spazio potrà ripartire alla volta del suo pianeta con la convinzione che il calciatore del Milan difficilmente sarà privato del posto che si è conquistato.

SEMPRE PIU' FORTE - Decisivo, nel finale del match contro Lukaku e compagni, con quel fendente di sinistro che ha incenerito Courtois e completato l’esaltante rimonta da 0-2 a 3-2; protagonista assoluto con un’altra prestazione di livello nella finale contro la Spagna, il Paese che lo ha formato calcisticamente e che ha oggi ha pagato dazio al suo cospetto. Una traversa e il passaggio illuminante che, complice la leggera correzione di Eric Garcia, ha confezionato gran parte della rete della vittoria di Mbappé. Dopo un’ora di gioco a battagliare, da difensore vero, con un cliente insidiosissimo come Ferran Torres, il matador dell’Italia in semifinale. E’ il solito Theo dal punto di vista offensivo, uno che soprattutto quando l’avversario cala fisicamente viene fuori con tutto il suo strapotere atletico, convertendosi in un attaccante aggiunto. Ma che, difensivamente, continua a crescere, grazie anche ad un’esperienza acquisita e che sta continuando ad affinare grazie al calcio italiano e ai consigli di Stefano Pioli.
PALLA AL MILAN - Che se lo tiene stretto e se lo coccola, sperando che questo possa accadere ancora per molto. Da terzino di spinta o da mezz’ala aggiunta, come è avvenuto nella grande vittoria di Bergamo prima della sosta; anche in quel caso con un passaggio decisivo per Rafael Leao ad impreziosire un’altra serata da assoluto trascinatore. La palla passa ora alla dirigenza, consapevole del forte desiderio del giocatore di rimanere a Milano, ma chiamata ad accelerare i tempi per imbastire una trattativa per il prolungamento di un contratto che scade nel 2024 e adeguare a cifre più consone un ingaggio che oggi raggiunge appena gli 1,5 milioni di euro. Sempre più apprezzato e ambito in giro per l’Europa, questo Theo Hernandez ha dimostrato coi fatti di poter giocare al fianco di gente del calibro di Pogba, Mbappé e Benzema. L’alieno può tornare a casa tranquillo: oggi il padrone della fascia sinistra francese è lui, senza alcun dubbio.