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La vita di un portiere si può racchiudere nella partita di David Ospina Ramirez. Dopo 2 minuti era lui l’uomo che eliminava il Napoli dalla Coppa Italia con un obbrobrio. Dopo altri 94 (recuperi compresi) era ancora lui l’uomo che portava il Napoli alla finale di Coppa Italia con tre parate clamorose e col lancio da cui nasceva il pareggio della sua squadra. Ma non basta: Ospina era diffidato e nel finale ha preso un’ammonizione che gli farà saltare proprio la finale. Una beffa.

PESSIMO OSPINA - Grazie al portiere colombiano e al gol di Mertens, il Napoli ha eliminato l’Inter che al San Paolo ha giocato di più, ha costruito di più, ha corso di più, è piaciuta di più. Se si considerano le due gare, non si può dire che il Napoli non abbia meritato la finale, solo perché all’andata a San Siro aveva giocato una partita impeccabile soprattutto sul piano tattico. Stavolta la differenza di condizione, alla prima gara del dopo-coronavirus, è apparsa fin troppo chiara a favore dell’Inter. Che ha spinto come al solito sugli esterni (grande partita di Candreva almeno per un’ora) e ha creato gioco anche al centro sull’asse Brozovic-Eriksen. Per trovare lo spazio ideale per il danese, Conte ha modificato il modulo passando al 3-4-1-2 e l’ex Tottenham gli ha dato subito ragione segnando direttamente da calcio d’angolo: è stato un bruttissimo errore di Ospina.

GRANDE OSPINA - Riequilibrato il punteggio dell’andata, l’Inter non ha mollato. Anzi. Ha spinto il Napoli sempre più dietro sfondando di continuo sulle fasce: Candreva incontenibile per Hysaj, Young troppo più consistente di Politano e Di Lorenzo. In mezzo al campo, Demme ed Elmas erano fuori partita e l’Inter poteva attaccare liberamente. Per fortuna del Napoli, Lautaro ha giocato una pessima partita (anche per la straordinaria prestazione di Maksimovic), lasciando troppo spesso da solo Lukaku. E’ stato a quel punto che Ospina ha cominciato la parte magnifica della sua gara con due clamorose parate su Lukaku e Candreva. Ed è stato ancora lui a far partire il contropiede del pareggio con un lancio che ha sorpreso Barella e spedito Insigne verso la porta di Handanovic, tocco per Mertens, uno a uno. Se si pensa che l’allenatore della squadra che ha preso quel tipo di gol mentre era in vantaggio si chiama Antonio Conte, si capisce cosa possa essere successo negli spogliatoi.

ANCORA INTER - Nel secondo tempo il ritmo è calato, ma la partita è rimasta viva. Conte ha rinfrescato gli esterni con Moses e Biraghi, Gattuso ha cercato di riprendere il centrocampo con Fabian Ruiz e poi con Allan. Il finale è stato un lungo assedio dell’Inter e ancora una volta Ospina ha salvato risultato e qualificazione parando un rigore in movimento di Eriksen.

SARRI E NAPOLI - Mercoledì la finale fra Sarri e il suo vecchio Napoli che è arrivato fino in fondo per merito di Gattuso, capace di costruire una squadra a sua immagine e somiglianza. Per l’Inter continua il momento-no. Arrivava da tre sconfitte di fila prima dell’interruzione, col Napoli in Coppa Italia, con la Lazio e la Juventus in campionato. Tre partite contro le grandi che ne hanno pregiudicato il cammino in Coppa Italia e forse anche in campionato. Alla ripresa, non ha saputo fare molto meglio, con un pareggio che somiglia troppo a una sconfitta, legando così il recente passato al presente. Fuori dalla Champions, fuori dalla Coppa Italia, solo terza in campionato, gli obiettivi alla Pinetina continuano a evaporare uno dietro l’altro. Resta solo l'Europa League.