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La potremmo definire a tutti gli effetti una metamorfosi quella che è in atto in casa Atalanta. Guardando le sette partite disputate fino a qui, si potrebbe pensare che non ci sia più Gian Piero Gasperini sulla panchina della Dea e invece no, la guida tecnica è la stessa anche se questa squadra è ben lontana da quella che in questi anni ha in gran parte sorpreso e meravigliato il calcio italiano. Dopo sette giornate, quindi un arco di tempo ancora non lunghissimo ma già significativo, l'Atalanta è la miglior difesa della Serie A, con solamente tre reti subite e già 4 clean sheet, più del 50%. Indubbio che dietro al primo posto in classifica (insieme al Napoli), ci sia questa solidità difensiva, frutto non del caso ma di un atteggiamento diverso, meno spregiudicato. La vittoria, sofferta per 1-0 contro la Roma nell'ultimo turno è l'emblema del nuovo corso atalantino, non più fatto di spettacolo e divertimento ma di equilibrio e cinismo.
LA DIFFERENZA - Nelle ultime quattro stagioni, la squadra di Gasperini ha sempre concesso più di 45 gol; numeri che insieme ad altri fattori non permettevano all'Atalanta di lottare per lo scudetto, "accontentandosi" di un posto in Europa ad eccezione dell'ultimo anno, in cui questo obiettivo è saltato. Continuando con la media ottenuta fino a qui, i bergamaschi chiuderebbero il campionato con 16 gol subiti. Difficile, per non dire impossibile che ciò avvenga ma è facile pensare che rispetto alle quasi 50 reti concesse come d'abitudine, il numero sarà sensibilmente inferiore a fine stagione. E chissà, se questa nuova Atalanta, con il fattore di non partecipare alle competizioni europee e quindi poter concentrare le energie solo in Serie A, possa essere - per l'ennesima volta - la sorpresa del campionato. Anche per i piani più alti, quelli che fino ad ora non ha mai raggiunto ma solo guardato, spesso da vicino.