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Il rendimento di Eriksen nel primo anno in Italia è stato da 5 in pagella, in parte la colpa è sua, in parte dell'allenatore, Conte, che non l'ha messo nelle condizioni di rendere al meglio. Ma il danese merita un 8 per la sua capacità di andare avanti, di essere sempre un professionista, nonostante tutto quello che gli è successo: l'arrivo con grandi speranze, la scelta del suo allenatore di metterlo da parte, di non schierarlo nel suo ruolo ideale. E' vero che chi prende un ingaggio come il suo (7,5 milioni di euro) deve essere un professionista esemplare, ma nel mondo del calcio non è sempre scontato. Eriksen, ovunque andrà, è destinato a fare bene.