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La parabola di Milan Skriniar ha quasi dell’inspiegabile, se non fosse che parliamo pur sempre di calcio, dove a distanza di un’ora vale tutto e il contrario di tutto. A giugno 2019 la pazza offerta del City (75 milioni di euro) e il no dell’Inter: "Skriniar non si tocca, può diventare il nostro capitano". A ottobre 2020, invece, si è tutto capovolto. Di mezzo una stagione non giocata ai suoi livelli e un modulo che ne esalta più difetti che i pregi.

VENDERE, NON SVENDERE - Offerte da 75 milioni di euro non ce ne sono più, anzi, il Tottenham si è spinto fino a un massimo di 30, ricevendo in cambio il rifiuto della società nerazzurra. Perché se è vero che oggi Skriniar è sul mercato e può partire, è altrettanto vero che l’Inter non può svendere lo slovacco. Il rischio di un pentimento è alto, perché messo nuovamente al centro di una difesa a 4, lo slovacco potrebbe nuovamente tornare tra i migliori interpreti del ruolo in Europa. E poi l’Inter come spiegherebbe il fatto di averlo venduto a prezzo di saldo?  Per questo motivo il prezzo di partenza del difensore è più alto dei 30 milioni offerti dal Tottenham. L’Inter chiede 50 milioni di euro, ne accetterebbe anche 45 più bonus. Una cifra comunque lontana dai 75 offerti dal City nel 2019, ma più adeguata rispetto a quella messa sul piatto da Mourinho. 
DI NUOVO TITOLARE? - Intanto, Conte potrebbe tornare sui suoi passi e offrire a Skriniar una maglia da titolare in vista della trasferta di Benevento. Il Kolarov visto contro la Fiorentina ha fatto rimpiangere lo slovacco, generando anche molte critiche da parte della tifoseria. Anche se il tecnico salentino non ha voluto trovare nei singoli la causa dei tre gol subiti all’esordio, è apparsa abbastanza evidente qualche dormita del difensore serbo. E allora, in attesa di vere offerte di mercato, Skriniar potrebbe tornare a prendersi un posto tra i titolari.