23
E' un ragazzo con un potenziale immenso, un talento da proteggere”. Con queste poche parole, Julien Stephan, allenatore del Rennes, ha descritto alla perfezione Eduardo Camavinga, l'uomo che dopo appena due giornate di Ligue 1 si è preso le principali copertine in Francia. Laddove le statistiche delle sue prestazioni contro Montpellier e Paris Saint Germain non arrivano, rimane negli occhi degli addetti ai lavori o solo dei semplici appassionati la sensazione visiva di un calciatore che fa cose impensabili per avere 16 anni.

SLIDING DOORS - Classe 2002, nato in Angola da genitori di origini congolesi, si è trasferito in Francia quando aveva un solo anno; prima che tra lui e il calcio scoccasse la scintilla e che il destino suo e della famiglia cambiasse per sempre, il suo rapporto con lo sport sembrava esaurirsi col judo. Aveva 7 anni e solamente due più tardi Eduardo incontrò la persona che gli ha cambiato la vita, quel Joseph Burel responsabile dell'attività di base dell' AGL Drapeu Fougeres che, oltre ad avviare il suo percorso calcistico, lo tolse dalla povertà nella quale era piombato. Tanto che, in un momento particolarmente complicato per la sua famiglia, la piccola società bretone diede il la a una vera e propria catena umana per fornirgli cibo e vestiti.

UOMO NIKE - “Rimanemmo folgorati dalla tecnica e dalla versatilità di un bambino di quell'età. Ricordo che, quando volevamo mantenere il risultato, lo schieravamo in difesa, quando decidevamo di vincere lo spostavamo in attacco. Sapeva fare tutto con incredibile facilità”, diceva di lui Brunel. Ma il ruolo naturale di Camavinga è diventato nel tempo quello di centrocampista, mezzala o playmaker davanti alla difesa non fa differenza. Se ne sono accorti in fretta anche al Rennes, che col suo club formatore ha un rapporto di collaborazione e che a 11 anni decide che il ragazzo è pronto per un salto di qualità. Una crescita esponenziale e a ritmi vertiginosi, che lo porta in fretta dalla vittoria del campionato francese Under 17 nel 2018 all'esordio in prima squadra nel finale della passata stagione. I migliori procuratori francesi se lo contendono, un marchio del calibro della Nike fiuta il colpaccio in prospettiva e gli fa sottoscrivere un contratto, pur trattandosi ancora di un giocatore delle giovanili. Il più giovane debuttante nella storia del club bretone, ma anche il primo 2002 a esordire nei 5 principali campionati europei: il battesimo del fuoco viene superato brillantemente e in estate Camavinga, pur mantenendo i piedi piantati in terra, inizia già a ragionare da titolare. Perché Stephan non esita a lanciarlo dal primo minuto, nemmeno al cospetto delle stelle del PSG, contro le quali fa un autentico figurone.

NUOVO VIEIRA - Un solo passaggio sbagliato su 41, 3 palle perse in tutta la partita e un'autentica prodezza come l'assist millimetrico per Del Castillo che vale la vittoria. Numeri, statistiche in mezzo a una partita in cui impressiona per personalità, senso tattico, capacità di proteggere la palla e di leggere il gioco. Ha solo 16 anni ma sembra di trovarsi di fronte a un calciatore già fatto e finito. Il Rennes non ha perso tempo e lo ha già blindato fino al 2022, per evitare che qualche big del panorama europeo, club di Premier League in testa, lo portasse via. Rischiando di accelerare quel processo di maturazione, soprattutto umana, che spesso tradisce molti talenti di indubbio potenziale facendoli presto finire in un tritacarne di aspettative e pressioni e poi nel dimenticatoio. Come rischia di fare quella frase, certamente innocente ma estremamente pericolosa se gestita male, dell'ex tecnico dei Rouges et Noirs Sabri Lamouchi:E' una nuova versione di Vieira, ma più agile”. Meglio allora prendere nota di quelle di Julien Stephan e tenerle bene a mente, quasi come monito: “E' un ragazzo con un potenziale immenso, un talento da proteggere”.