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La storia si ripete. Potete provare a fare quello che volete ma il dna dell’Inter è questo: una squadra “pazza” ma “bellissima”. Le due partite più importanti degli ultimi dieci anni nerazzurri sono state due sconfitte. Le due sconfitte contro la squadra più forte degli ultimi 12 anni: il Barcellona.

Al Camp Nou non si passa, lì è impossibile per tutti, in quello stadio si gioca un altro sport, quello dei fenomeni blaugrana e diciamola tutta, se loro per qualche strano caso vanno in difficoltà c’è comunque la spinta dei 120000 sugli spalti a caricarli e a condizionare chi ha il fischietto in bocca. 

La storia purtroppo dice anche questo.

Ma torniamo al principio. Le due partite più importanti: 2010 semifinale di ritorno di Champions League. L’espulsione di Motta è un “abbaglio” dell’arbitro e il Barca gioca in 11 contro 10 per quasi tutta la partita. Mou si avvicina a Guardiola e gli dice: “Tranquillo che nonostante tutto oggi non vai in finale, ci andiamo noi”. Così fu. La “remuntada” di Guardiola si fermò ad uno striminzito 1-0 che non bastò a capovolgere il 3-1 nerazzurro di San Siro. Una squadra di eroi buttò fuori l’arroganza blaugrana andandosi poi a prendere tutto a Madrid. 

La partita più importante e più bella: una sconfitta.


Quello a cui abbiamo assistito mercoledi sera è stato uno spettacolo vero. Potevamo essere una vittima sacrificale, siamo stati i protagonisti, purtroppo insieme a Skomina, della serata. 
Eppure questa partita da all’Inter e ai suoi tifosi la consapevolezza di avere tra le mani la possibilità di costruirsi un futuro vincente.  

Il primo tempo è stato un DOMINIO nerazzurro, l’Inter ha fatto “il Barcellona” a casa sua. Uscite di palla dal portiere su pressing alto avversario, tutta una poesia di movimenti in sincro che portavano la squadra in 5 secondi dall’altra parte del campo pronta alla conclusione verso Ter Stegen. Uno spettacolo incredibile che mi ha lasciato di stucco, incredulo, a bocca aperta dalla meraviglia. 

Vi do qualche dato statistico. Dal 2013/14 il Barca ha disputato in casa 31 partite con 28 vittorie e 3 pareggi 95 gol fatti e soli 14 subiti. Da questi numeri si evince l’impegno proibitivo che spettava all’Inter e in generale a tutte le squadre che si trovano a  giocare un match nell’arena blaugrana.

Eppure Conte non ha avuto paura, ha capito che l’impresa si poteva compiere e le dichiarazioni post partita ci hanno fatto capire come il suo stato d’animo fosse un misto di orgoglio per la prestazione e di frustrazione per l’ immeritata sconfitta.

Eppure questa potrebbe essere la seconda partita più importante dell’ultimo decennio nerazzurro: una sconfitta! 

Una sconfitta che brucia perché non meritata, brucia perché si voleva vincere e probabilmente ce lo si meritava. Brucia perché Skomina ha interpretato il match a modo suo, mostrando un lato della sua professionalità molto “casalingo”. 

Il rigore su Sensi era netto e poteva essere decisivo. Sull’1-0 con l’Inter che stava calando e il Barcellona che stava prendendo in mano le redini della partita un eventuale 2-0 avrebbe tagliato le gambe a Messi e compagni e forse ora sarei qui a scrivere di un’epica e unica vittoria al Camp Nou. 

Ma ora è inutile recriminare, pensiamo a quello che potrà essere il futuro. 
In fondo dopo tanti anni di attesa potrebbe essere roseo e dico questo dopo una dolorosa sconfitta. Poi dite che non siamo pazzi! Forza Inter sempre!