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Sereno, ma determinato. Fiducioso, ma consapevole di dover percorrere una strada in salita. Vincenzo Matarrese si carica il Bari sulle spalle. Il presidente biancorosso si assume le responsabilità di un avvio di campionato inferiore anche alle più nere aspettative. Difende a spada tratta ognuno dei suoi più stretti collaboratori: dal dg Garzelli al ds Angelozzi, da mister Ventura alla stessa squadra. Il patron è convinto che tutti stiano dando il massimo. Anche se finora non è bastato. Perciò, d'ora in poi l'impegno sarà raddoppiato. Perché la serie A è un patrimonio da preservare assolutamente.

Parla con toni accorati, Matarrese. Come ha sempre fatto. D'altra parte, tra vittorie esaltanti e cadute brucianti, in oltre 27 anni di gestione in prima persona, una cosa non è mai cambiata in: il suo amore per il Bari. E malgrado sia più d'una volta capitato che i risultati non corrispondessero alle ambizioni, nello sguardo del presidente si scorge la ferma intenzione di non patire più le atroci sofferenze delle buie stagioni in B. Anche a costo di sfidare una situazione economica non proprio florida. In fondo, il Bari, che con le sue cessioni miliardarie (Ventola, Zambrotta, Cassano, solo per citare le più note) ha sorretto il gruppo Matarrese nel frangente più buio, ora merita un sacrificio per proseguire la sua vita sportiva ad alto livello.

'Non sono eterno', afferma Matarrese. 'Già ad inizio campionato avevo prospettato l'intenzione di passare la mano ad uno dei miei figli. Ma non posso certo operare cambiamenti in questa situazione. Prima occorre mettere le cose a posto. I tifosi, comunque, stiano tranquilli: non permetterò mai che accada al Bari ciò che sta avvenendo in altre società. La vita sportiva del club deve continuare ad alti livelli. E noi onoreremo tutti gli impegni. A costo di romperci le ossa'.

(Corriere del Mezzogiorno - Edizione Puglia)