Il suo segreto sta nella sfrontatezza. In 20 minuti ha determinato una partita diventata particolarmente complicata per la Roma, dimostrandosi che i soliti discorsi sul figlio d'arte stavolta non reggono. Perchè se papà Patrick, dopo l'esplosione quasi inaspettata nell'Ajax di van Gaal e la vittoria della Champions League col suo gol nella finale del 1995 contro il Milan, si è confermato solo a tratti ad alti livelli, Justin Kluivert ha tutto per diventare una delle stelle della formazione giallorossa e del campionato italiano.

COME ALLEN IVERSON - Passione per i tatuaggi, la musica rap e le belle macchine, tanto che il presidente Pallotta gli ha promesso una Lamborghini in dono in caso di raggiungimento dei 10 gol stagionali; un accostamento, sempre figlio di un'intuizione del numero uno del club capitolino, con uno sportivo di enorme talento ma poco amante delle regole come l'ex campione dell'NBA Allen Iverson. Justin ama correre veloce, a sinistra o destra non fa differenza, perché ha fretta di farsi notare da Eusebio Di Francesco e convincerlo a puntare su di lui sempre con maggiore continuità e che può essere molto di più dell'elemento spacca-partita a gara in corso.
CUORE DI MAMMA - Talento acerbo e ancora anarchico sotto l'aspetto tattico, meno per fortuna sotto l'aspetto caratteriale. Merito dei buoni insegnanti della scuola Ajax e di mamma Angela, capace di imporsi ancora di più di papà Patrick (che spingeva per una permanenza in Olanda per crescere con maggiore calma) e del procuratore Mino Raiola (che avrebbe preferito un trasferimento al Manchester United, club ricco di suoi assistiti) in una scelta così importante per l'avvenire di Justin. Idee chiarissime, come quando il nuovo enfant prodige della Roma si dichiara giocatore da Barcellona e da 160 milioni di euro. Definitelo pure presuntuoso, del resto la sfrontatezza è il suo segreto.