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Tutto è bene quel che finisce bene. E quindi complimenti all’Inter che dopo il 3-1 nella semifinale del 2010 torna a battere il Barcellona e sale al secondo posto nel girone alle spalle del Bayern. Tra una settimana al Camp Nou bisognerà mantenere questo vantaggio, ma intanto è già importante aver difeso fino all’ultimo secondo dei 98’ il preziosissimo 1-0 firmato da Calhanoglu allo scadere del primo tempo. Per la serie “conta il risultato” non importa che il Barcellona abbia giocato di più e abbia meritato almeno il pareggio, sfiorato prima con un gol annullato dal Var e poi con un rigore non concesso sempre dal Var, perché l’Inter ha avuto il merito di resistere atleticamente e psicologicamente nei momenti più difficili della gara.

Dimarco in costante crescita, Darmian sull’altra corsia e il portiere di coppa Onana sono stati i grandi protagonisti di una gara prevalentemente difensiva, risolta da un gran tiro del turco. Ma più in generale un premio all’Inter per la sua feroce concentrazione e soprattutto per il suo spirito di squadra che rinsalda la panchina di Inzaghi e rilancia i nerazzurri in Champions. Il massimo, pensando alle difficoltà della partita e al valore deli avversari, a cominciare dal temutissimo ma spuntato Lewandowski.    

FIDUCIA A CORREA - Inzaghi preferisce il suo discusso pupillo Correa al più esperto Dzeko come compagno d’attacco dell’insostituibile Lautaro, mentre nel teorico ruolo di regista lasciato scoperto dall’infortunato Brozovic c’è Calhanoglu e non Asllani, tra Mkhitaryan e Barella. Il modulo, ovviamente, è l’intoccabile 3-5-2 con De Vrij a comandare il reparto in linea con il capitano Skriniar e Bastoni, ma in realtà si trasforma quasi costantemente in un più difensivo 5-3-2. Il Barcellona, infatti, chiude i nerazzurri nella propria metà campo, spingendo sulle fasce laterali con Dembelè e Raphinha che costringono i rispettivi dirimpettai Dimarco e Darmian a retrocedere in linea con i tre difensori titolari. 


CALHANOGLU CI PROVA - Tornata al comando della Liga, la squadra di Xavi triangola meglio a centrocampo con Pedri e Gavi che si muovono ai lati del capitano Busquets, ma non riesce mai a smarcare il temuto Lewandowski, malgrado il gran lavoro dei due esterni del tridente d’attacco. E così è l’Inter ad andare per prima vicino al gol con Calhanoglu che da fuori area fa partire un gran tiro forte ma centrale, alzato sopra la traversa da Ter Stegen. E’ l’anticipo di quanto avverrà alla fine di un primo tempo con poche occasioni e una grossa discussione al 23’, dopo un evidente tocco di Eric Garcia con la mano allargata. I nerazzurri chiedono il rigore ma l’arbitro, richiamato dal Var, dopo aver visto le immagini al monitor sorprende tutti facendo capire che Lautaro era in fuorigioco, sia pure millimetrico, per cui non c’è rigore.   

E POI CI RIESCE - Onana, che sostituisce Handanovic come nelle due precedenti gare di Champions, si limita all’ordinaria amministrazione perché il Barcellona spinge ma non punge, mentre il suo collega Ter Stegen dopo la grande parata iniziale su Calhanoglu si deve arrendere nel primo dei tre minuti di recupero a un’altra conclusione da fuori area del turco, smarcato da una bella combinazione tra i due bravissimi esterni Dimarco-Darmian. Il modo migliore per andare all’intervallo, con la speranza di non farsi rimontare un’altra volta come è già capitato in tre delle quattro sconfitte in campionato, contro il Milan, l’Udinese e la Roma. 

PAREGGIO ANNULLATO - Bastano i primi 10’ della ripresa per capire che il Barcellona è più che mai in partita, perché attacca ancora più di prima. E allora Inzaghi richiama Correa, rilanciando Dzeko che sa proteggere meglio il pallone sulla trequarti. Xavi, invece, inserisce Baldè e Piquè per Marcos Alonso e Christensen in difesa, e Ansu Fati per Raphinha sulla fascia. Sembrano mosse azzeccate perché il Barcellona, che aveva già costretto Onana a una difficile respinta su Dembelè, pareggia con Pedri bravo a sfruttare un pasticcio tra De Vrij e Onana. L’arbitro, però, nuovamente richiamato dal Var, annulla per un fallo di mano di Ansu Fati, decisivo per smarcare Pedri.

ASSALTO BARCELLONA -  La crescente pressione del Barcellona induce Inzaghi a rinforzare le fasce. E così Dumfries e Gosens rilevano gli spremuti Darmian e Dimarco, con l’ulteriore innesto di Acerbi al posto dell’incerto De Vrij. Per la verità non cambia nulla, perché l’Inter è sempre più schiacciata nella propria area di rigore. Gli applausi per Calhanoglu, sostituito da Asllani, sono un gradito spot che interrompe l’assedio dei catalani, ma quando l’altoparlante annuncia che ci saranno 8’ di recupero dalla tribune sale un boato di paura. Nessuno fiata, invece, quando l’arbitro ferma il gioco al 91’ e aspetta indicazioni dal Var per un sospetto tocco di mani di Dumfries. Sono attimi interminabili, conclusi con un altro boato, stavolta di liberazione, perché l’intervento dell’olandese non è considerato da rigore. E’ finita, dice Inzaghi dalla panchina, ma Onana vola a bloccare l’ultimo pallone e soltanto quando il 98’ è già passato da 27 secondi arriva il fischio finale, che scaccia definitivamente la paura e rilancia l’Inter in Europa.

Inter-Barcellona, il tabellino

INTER (3-5-2): Onana; Skriniar, De Vrij (31' st Acerbi), Bastoni; Darmian (31' st Gosens), Barella, Calhanoglu (40' st Asslani), Mkhitaryan, Dimarco (31' st Dumfries); Correa (12' st Dzeko), Lautaro. A disposizione: Handanovic, Botis, Gagliardini, Bellanova, D'Ambrosio, Carboni, Zanotti. All.:Inzaghi.

BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto, Christensen (14' st Piquè), Eric Garcia, Marcos Alonso (19' st Balde); Gavi (39' st Kessie), Busquets, Pedri; Dembelé, Lewandowski, Raphinha (19' st Ansu Fati). A disposizione: Inaki Pena, Tenas, Ferran Torres, Jordi Alba, Casado, Torre. All.: Xavi.

ARBITRO: Vincic (Slo)

MARCATORE: 47' pt Calhanoglu (I)

NOTE: Ammoniti: Barella, Calhanoglu, Lautaro (I); Busquets, Gavi, Dembelé (B); Recupero: 3' pt, 8' st.