L’Inter non ha entusiasmato, Icardi come al solito è stato inconcludente e distante dal gioco, ma per battere il Chievo già retrocesso sono stati sufficienti il sinistro di Matteo Politano nel finale del primo tempo e il sinistro di Perisic nel finale della ripresa. Se Icardi, anche stavolta deludentissimo, continua a non segnare, devono pensarci le due ali. Detto che l’Inter non ha brillato di gioco nemmeno in questa partita, va aggiunto che la vittoria è pienamente meritata. La differenza fra la terza e l’ultima della Serie A si è materializzata con i due gol (il secondo è arrivato col Chievo in dieci per l’espulsione di Rigoni), ma anche con due pali (Perisic e Cedric), con 21 tiri dei nerazzurri e col 70 per cento di possesso palla interista.

LA RISPOSTA - Alla fine della 36a giornata, si possono fare i conti e quelli dell’Inter tornano tutti. Con la vittoria sul Chievo ha risposto a tutte le sue inseguitrici, tornando a + 6 sul Torino, 7° in classifica e in questo momento fuori anche dall’Europa League, a +4 su Milan e Roma e di nuovo a +1 sull’Atalanta. Ma nonostante i suoi 66 punti, non è ancora matematicamente neppure in Europa League visto che il Torino potrebbe raggiungerla a quella quota e avvalersi del miglior punteggio nello scontro diretto. Insomma, Spalletti non può fermarsi, ma i 3 punti conquistati contro una squadra retrocessa da tempo, e per questo in grado di giocare con animo leggero, possono diventare decisivi. Non può fermarsi anche perché domenica prossima giocherà al San Paolo contro il Napoli, seconda contro terza. Non sarà una passeggiata, nonostante i 10 punti in più che mettono la squadra di Ancelotti al riparo da qualunque sorpresa.



VECCHI CONTRO GIOVANI - Mentre Spalletti schierava la formazione con l’età-media più alta di questo campionato (29 anni e 273 giorni), Di Carlo aveva portato a San Siro un Chievo formato Primavera, con il terzino destro Depaoli del ‘97, il portiere Semper del ‘98, il trequartista Vignato e l’attaccante Grubac del 2000. E quando nel secondo tempo ha tolto Grubac, al suo posto è entrato Kiyine, centrocampista classe ‘97. Era come una prova, di somma difficoltà e di impareggiabile prestigio, in vista del prossimo campionato di Serie B. Si è vista tutta questa differenza, la freschezza dei giovani veronesi (alcuni hanno talento, Vignato il primo) di fronte all’esperienza dei nerazzurri. Ma ciò che alla fine ha pesato sulla partita e deciso il risultato sono state la diversa caratura tecnica delle due squadre e più ancora la differente forza delle motivazioni. L’Inter doveva vincere, al Chievo bastava fare una buona figura esibendo i giovani prodotti del suo vivaio, e così è andata.

POLITANO DECISIVO - La squadra di Spalletti ha segnato dopo oltre mezz’ora, durante la quale l’unica difficoltà (non da poco) era quella di inquadrare pericolosamente la porta di Semper, grazie anche al numero considerevole di difensori in area veronese (su tutti il fiorentino Bani: di testa nessuno riusciva a superarlo, eppure l’Inter ne ha di saltatori). Non c’erano spazi e infatti fino al gol dell’1-0, l’Inter ha tenuto palla (possesso pari al 70 per cento), ha calciato 9 angoli e concluso 7 volte, senza però creare una vera occasione da gol. Che è arrivato al 39' con il sinistro di Politano, schioccato dal limite dell’area, dopo un rimpallo fra Perisic ed Hetemaj: palla sul palo e rotolata poi in rete.

ICARDI POCO E MALE - Quel gol è stata come una liberazione. Sull’1-0, l’Inter ha continuato a cercare il raddoppio ma senza eccessiva pressione. Spalletti chiedeva a Icardi di venire incontro al gioco, e non sostare sempre in area di rigore, anche per aprire spazi ai suoi compagni. Maurito, per tutto il primo tempo, si è visto poco e in area di rigore non è mai stato all’altezza del suo passato.

IL TIMBRO PERISIC - Il secondo tempo dei nerazzurri è stato in buona parte di gestione, se si escludono qualche spunto e il gol del 2-0. Primo sussulto di Politano (il più incisivo nell’attacco nerazzurro, ma è uscito zoppicando con un problema alla caviglia) con una conclusione a cui Semper si è opposto molto bene, il secondo di Perisic che ha centrato il palo, il terzo di Cedric (altro palo), il quarto sempre di Perisic che ha ripreso quel pallone e l’ha messo in rete. Con Icardi sempre più fuori dal gioco, solo gli esterni facevano paura alla difesa del Chievo. Che ogni tanto cercava di ripartire, ma con scarso successo. L’espulsione per doppia ammonizione di Rigoni (primo fallo su Skriniar, secondo su Gagliardini) alla mezz’ora della ripresa aveva chiuso la partita già prima del 2-0 di Perisic.

FISCHI A ICARDI, APPLAUSI A PELLISSIER - Ma il finale ha riservato un altro spunto. Spalletti ha tolto l’inutile Icardi per mettere Lautaro Martinez: l’uscita di Maurito è stata accompagnata dai fischi di tutto San Siro e qui non c’entrano la sua agente e nemmeno le foto da modello e da modella, qui c’entra la sua ennesima prestazione pessima. Qualche minuto dopo è entrato Pellissier al posto di Vignato (19 anni di differenza fra i due) e lo stesso stadio lo ha salutato con un bell’applauso: per il simbolo del Chievo era la sua ultima apparizione a San Siro.


IL TABELLINO

Inter-Chievo 2-0

Marcatori: Politano, Perisic

Inter: Handanovic; Cedric, Skriniar, Miranda, Asamoah; Vecino (dal 20’ s.t. Gagliardini), Borja Valero; Politano (dal 17’ s.t. Candreva), Nainggolan, Perisic; Icardi (dal 34’ s.t. Lautaro)

Chievo: Semper; Depaoli, Bani, Cesar, Tomovic (dal 33’ s.t. Jaroszyński); Hetemaj, Rigoni, Leris; Vignato (dal 35’ s.t. Pellissier), Meggiorini, Grubac (dal 6’ s.t. Kiyine).

Ammoniti: Grubac (C), Borja Valero (I), Perisic (I)

Espulsi: Rigoni (C)

Arbitro: Paolo Valeri (della Sezione di Roma)