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Una vigilia piena di dubbi, quella di Ranieri: uomini, moduli, tattica. Meglio Simplicio (favorito) o Menez? Il 4-3-1-2 o il 4-2-3-1? Attaccare o aspettare?

E Adriano, come giocarsi la carta Adriano? È come se Ranieri fosse partito per Brescia con un mazzo di margherite in mano: è sbarcato in Lombardiasommerso dai petali. Tira aria di Simplicio, vero oggetto misterioso di questa parte della stagione. È arrivato a Riscone di Brunico — rotondetto —, si è allenato un paio di giorni, ha giocato la prima amichevole, poi è sparito. Ci hanno detto che era un problema all’unghia. Poi si è parlato di un guaio muscolare.

Ora, parole di Ranieri, tirato in ballo anche sulla questione-Simplicio, «il brasiliano si è presentato con una lesione muscolare pregressa. S’è messo sotto e l’ha recuperata. Ha cominciato ad allenarsi quando sono arrivati De Rossi e Pizarro. Ad agosto». In questa vigilia, Simplicio è stato in ballottaggio con Menez. Tutte le strade portano al rilancio del brasiliano, ad una prima assoluta da titolare. La scelta non è roba da poco: chiama in causa anche la scelta del modulo. Con Simplicio, si fa un bel «rombo». Con Menez, è più difficile mantenere uno schema fissa.

È un giocatore di talento e va dove lo porta la luna. Fa il trequartista, ma a modo suo: parte al centro, poi lo trovi a destra, ti volti un attimo ed è finito a sinistra. Perché il rombo La scelta di proporre l’ennesimo schema di gioco risponde ad una serie di motivi. Primo: fare il verso al Brescia che utilizza il 4-3-2-1. Secondo: trovare un maggiore equilibrio. Terzo: è uno dei moduli migliori in assenza di esterni di ruolo. Taddei è rimasto a casa — in compagnia diTotti, De Rossi, Riise, Castellini, Okaka e Burdisso — e Vucinic sarà il secondo attaccante.

L’atteggiamento Aspettare o attaccare? Il dilemma tattico non è da poco. Scontato dire che Ranieri a Brescia vorrebbe vincere, ma è altrettanto scontato che se dovesse perdere, la Roma sprofonderà ulteriormente e si presenterà in condizioni disperate nel match contro l’Inter di sabato sera. Adriano è l’asso nella manica: se il brasiliano ha ritrovato una condizione decente, può essere utile nell’ultima mezz’ora. La Roma, partita malissimo, ha già fame di punti. Il Bresca è scattato bene ai blocchi: 6 punti e Diamanti in grande spolvero. Già, Diamanti, quello che con il Livorno tolse lo scudetto alla Roma nel 2008, con un grande gol su punizione. A volte ritornano.