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Adriano Leite Ribeiro può stare tranquillo: non incontrerà per le strade di Casal Palocco il regista Nanni Moretti che gli chiede 'ma perché sei venuto ad abitare qui?', una delle scene cult di Caro diario, film del 1993. E se mai dovesse accadere, Adriano potrebbe rispondere: 'Vivo qui perché ci abitano i miei amici brasiliani, ho il mare a due passi e la movida di Ostia, d'estate, mi ricorda Rio de Janeiro'. Il piano-Adriano, scattato ieri con il viaggio in Brasile del direttore sportivo Daniele Pradè, è già pronto nei minimi dettagli. Adriano avrà una rete di protezione, costituita dai suoi colleghi brasiliani di stanza a Roma, tutta gente lontana dallo stereotipo del calciatore modaiolo, sambista e casinista: Juan, Taddei, Julio Sergio e Baptista - se la Bestia non cambierà aria - sono più svizzeri di un cittadino di Zurigo. Juan è uno dei leader della Nazionale brasiliana, un capo silenzioso, ma quando apre bocca intorno a lui cala il silenzio. Julio Sergio si è fatto apprezzare durante i tre anni vissuti nel retrobottega della Roma. La domenica andava in tribuna, ma durante la settimana era uno dei punti di forza dello spogliatoio. Taddei corre anche quando cammina: non ha mai perso tempo con le bambinate. Anche lui è un figlio della favela come Adriano, ma proprio il ricordo delle difficoltà e degli stenti di quando era bambino gli ha dato il senso delle cose. Baptista è un professionista con i fiocchi: difficile trovare un allenatore che si lamenti di lui. Adriano dovrebbe trovare casa in una delle ville di Casal Palocco o, in alternativa, nel quartiere dall'altra parte della Cristoforo Colombo, l'Infernetto. Juan, Julio Sergio e Taddei - Rodrigo dovrebbe restare, anche se la Juve preme - avranno cura di lui. Non lo lasceranno mai solo, gli faranno conoscere gli amici italiani che hanno aiutato i brasiliani della Roma ad inserirsi bene: Valerio Biancardi e Stefano Polverini, ad esempio, gente che conosce bene la zona e sa proteggere da squali e tentazioni i calciatori. Adriano potrà bere una birra - non è proibito, basta non esagerare - al bar Novecento, dove Juan è di casa. O potrebbe gustarsi un caffè al bar Rosso Rubino del centro commerciale Le Terrazze, dove puoi incontrare Vucinic, Perrotta e l'ex romanista Delvecchio. Oppure andare a mangiare la pizza alla Locanda, frequentata da Vucinic, Okaka quando giocava a Roma, Brighi e Tonetto. C'è anche un ristorante di cucina romana frequentato spesso dai calciatori romanisti: la trattoria Cornucopia, all'Axa. Quanto a Ostia, basta rivolgersi a Mexes - se resterà - e Daniele De Rossi: lo stabilimento Sporting Beach, o il Corallo frequentato oggi da Taddei, un tempo da Totti e Cassano, garantiscono privacy e vari generi di sport da spiaggia. D'estate, è un'esplosione di beach volley, calcio da spiaggia, calcetto, vela e wind surf. Tutto questo sarà a disposizione di Adriano, discoteche comprese, dove non è obbligatorio sballarsi, tirare tardi e affogare nell'alcol. Basta avere il senso della misura e, soprattutto, il buon senso. (Gazzetta dello Sport - Edizione Roma)