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La Roma vince in rimonta 2-1 contro il Parma in una sfida importantissima dal punto di vista sportivo e che ridisegna, inevitabilmente, la classifica di entrambe le squadre. I giallorossi, grazie ai gol di Mkhitaryan e Veretout che ribaltano il vantaggio su rigore di Kucka, rilanciano infatti la propria corsa per un piazzamento europeo riagganciando il Napoli e rendendo vana la vittoria del Milan sulla Juve, ma che chiudono al tempo stesso tutti i sogni di grandezza del Parma piombato con oggi in una crisi che ora appare senza fine.

Doveva essere la partita della svolta in un senso o nell’altro e così è stato per due formazioni che arrivavano a questa gara con un momento incredibilmente simile e altrettanto negativo. Roma e Parma arrivavano a questa gara con tanta pressione addosso frutto di 3 sconfitte pesanti, contestate e soprattutto consecutive. D’aversa ha strigliato i suoi dopo il ko con la Fiorentina, ma conferma il suo 4-3-3 affidandosi al tridente Kulusevski-Cornelius-Gervinho per impensierire la confermata difesa a 3 di Paulo Fonseca. Il tecnico della Roma, nonostante l’assenza di Smalling non cambia rispetto all’esperimento messo in campo nel ko col Napoli e sceglie di adattare un centrocampista, Cristante, come perno centrale accanto a Mancini e Ibanez.

Una scelta che almeno in avvio non paga, perché subito al 5’ Cornelius entra in area scattando in verticale alle spalle proprio di Cristante e cade davanti a Pau Lopez al momento del tiro. Fabbri lascia correre, ma richiamato dal Var rivede la sua posizione e concede un rigore “onesto” (grazie alle tribune deserte per il dialogo var-arbitro) che Kucka trasforma in gol spiazzando Pau Lopez.

La Roma reagisce d’orgoglio sfruttando la posizione dei due trequartisti, Pellegrini e Mkhitaryan, che mettono in difficoltà le uscite difensive degli uomini di D’Aversa e se l’italiano si stampa sulla base del palo, l’armeno va più volte al tiro non trovando lo specchio. Le idee di Fonseca hanno senso logico anche nonostante lo svantaggio e se Cristante lentamente digerisce il ruolo, si rivela vincente quella di riproporre Bruno Peres lungo la fascia destra. Il brasiliano concede sì qualche ripartenza a Gervinho, ma quando attacca sfonda quando vuole e da una sua folata arriva inevitabilmente l’1-1 di Mkhitaryan bravo a trasformare in gol di potenza il cross rasoterra del terzino.

A inizio ripresa D’Aversa corre ai ripari, toglie Cornelius per Kurtic alzando Kucka nel ruolo di falso nove ma è ancora la Roma a dettare tempi e ritmi di gioco con un centrocampo che sovrasta con costanza quello gialloblù. Non è un caso che il 2-1 della Roma arrivi proprio da un inserimento centrale di Veretout, poi bravissimo a trovare l’angolino con un potente destro a giro da fuori area.

Con i cambi sia Fonseca che D’Aversa provano a modificare un'andamento già segnato, ma gli ingressi di Karamoh e Kolarov producono soltanto due lampi estemporanei e avulsi dallo spartito della gara. Il Parma si affida agli episodi e al 75’ protesta ancora una volta per un rigore che sembra solare per tutti (var compreso che richiama l’arbitro all’on field review) tranne che per Fabbri, che nega il penalty nonostante l’intervento a braccio largo di Mancini in area.

D’Aversa sostituisce anche un Kulusevski oltre l’anonimato (e verrebbe da chiedersi se così possa davvero essere utile alla Juve) con Caprari trovando la risposta di Fonseca che aggiunge velocità e tecnica con Villar e Peres al posto di Diawara e Pellegrini ed è proprio il centrocampista spagnolo a divorarsi due volte il colpo del ko, facendosi ipnotizzare due volte da Sepe all’85 e al 94’.

La gara si chiude qui e riporta al successo una Roma pronta ancora a lottare per il quinto posto, da qui a fine anno, con Napoli e Milan. L’accesso diretto all’Europa League (aspettando di giocarsela in campo ad agosto) rappresenterebbe per Fonseca e per la società giallorossa aria fondamentale per il progetto sportivo del futuro. Quale?  È ancora difficile stabilirlo, perché la certezza oggi è rappresentata soltanto dall’allenatore portoghese, che conferma di avere idee non banali, vincenti, ma messe in atto con giocatori non sempre all’altezza. Il presidente Pallotta ha quindi un unico e duplice dovere: confermarlo senza se e senza ma prima di vendere, il prima possibile, questa società ad un investitore che possa rilanciare un progetto sportivo che merita fiducia.




IL TABELLINO

Roma-Parma 2-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 9′ Kucka, 43′ Mkhitaryan, 57’ Veretout
Assist: 43’ Peres, 57’ Mkhitaryan
Ammoniti: 9′ Cristante, 49′ Bruno Peres, 69′ Nuno Campos, 71′ Diawara, 78′ Mkhitaryan, 85′ Kurtic

ROMA (3-4-2-1): P. Lopez; Mancini, Cristante, Ibanez; B. Peres (67′ Kolarov), Veretout, Diawara (82′ Villar), Spinazzola; Mkhitaryan (90′ Zaniolo), Pellegrini (82′ Perez); Dzeko. Allenatore:  Fonseca.

PARMA (4-3-3): Sepe; Darmian, B. Alves, Iacoponi, Pezzella; Hernani (87′ Scozzarella), Barillà (63′ Karamoh), Kucka; Kulusevski (81′ Carprari), Cornelius (45′ Kurtic), Gervinho (87′ Sprocati). Allenatore: D’Aversa.

Arbitro: Fabbri