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Dall’Olimpico di Roma un’altra buona notizia per la Juventus. L’Inter pareggia (2-2), recuperando con un rigore a due minuti dalla fine e fa solo mezzo passettino avanti (da meno 6 a meno 5) in classifica. Adesso alla squinternata banda di Sarri mancano sette punti (in cinque partite) per diventare campione d’Italia.

Avendo già assistito a suicidi calcistici collettivi passati alla storia come “la fatal Perugia” e il “5 maggio”, resto della mia opinione fino a prova contraria: lo scudetto lo vincerà l’Inter perché questa Juve non ama Sarri, non lo vuole, non lo ascolta e sembra un cavallo in rottura prolungata verso una mèta che più si avvicina, più sfugge via. Come nel supplizio di Sisifo.

Certo per fallire - e regalare il titolo a Conte & Marotta - bisogna impegnarsi molto. Vorrebbe dire perdere questa sera contro una Lazio rimaneggiatissima, fare un punto a Udine, magari tre con la Sampdoria o il Cagliari (ma solo con un avversario) e perdere in casa con la Roma.

Insomma ci vuole un genio del male per riuscirci, ma quando le situazioni si rompono, tutto è fatalmente possibile. 

Vedremo, tanto non è di questo che devo scrivere, ma di un’Inter che, questa volta, non perde nessuna occasione, ma rimedia ad una partita moscia e confusa, consegnata alla Roma sia sul piano del palleggio, sia sul piano dell’iniziativa.

Sì, perché in questi giorni calcisticamente grami, non c’è stato un alato commentatore che abbia ricordato come l’Inter abbia immeritatamente vinto a Parma, ma piuttosto si sia soffermato sui punti buttati con il Sassuolo, il Bologna e il Verona.

Ora, stabilito che Sassuolo e Verona giocano anche meglio dell’Inter e rammentato che gli emiliani hanno costretto al pari affannoso la Juve, mentre i veneti l’hanno addirittura battuta, la cronaca capitolina dice che gli uomini di Conte hanno pareggiato a Roma su due tiri da fermo. Un calcio d’angolo, battuto da Sanchez, e trasformato di testa da de Vrij, e un rigore regalato da Spinazzola che, nel tentativo di rinviare dentro la propria area, ha comicamente scalciato Moses, entrato per Candreva. Un rigore così assurdo che, in serie A, non se ne era mai visto uno simile. Non intendo colpevolizzare Spinazzola, autore del gol del pareggio e probabilmente stanco, ma la sua pseudo-esecuzione è da museo degli orrori.

Senza quell’episodio - collocatosi all’88’ con la trasformazione di Lukaku, a sua volta sostituto di Lautaro Martinez - l’Inter avrebbe addirittura perso e sul risultato non ci sarebbe stato nulla da dire, tranne le solite lamentele per l’azione che aveva determinato l’1-1.

E’ accaduto, infatti, che Kolarov sia intervenuto con vigoria su Lautaro Martinez a metà campo, mandandolo a gambe all’aria, un po’ spingendo, un po’ sfiorandogli un piede. L’arbitro Di Bello, il cui metro di giudizio è stato però estremamente coerente, prima ha convalidato, poi - richiamato al Var da Giua - ha riguardato l’azione al monitor. Anziché annullare, però, Di Bello si è ancor di più convinto di avere ragione ed ha confermato il gol.

L’Inter ha subito il pari negli ultimi secondi del primo minuto di recupero e questo fatto l’ha decisamente destabilizzata. Nella ripresa, infatti, si è fatta superare quasi in tutto dalla Roma: reattività, corsa, contrasti, manovra. In una di queste, assai pregevole, e articolata da Mkhitaryan in combinazione con Dzeko, la squadra di Fonseca è andata in vantaggio con un destro dell’armeno da dentro l’area, dopo un fortuito tocco di Bastoni.

A quel punto tutti si aspettavano la reazione furiosa dell’Inter, ma non è successo nulla. Anzi la Roma ha continuato a tenere in mano il gioco, restando pericolosa. Così Conte, al 67’, si è affidato ad un triplo cambio. Dentro Lukaku, Biraghi e Moses. Fuori Lautaro, Young e Candreva. Poco dopo l’allenatore interista ha sostituito Gagliardini con Eriksen, arretrando Brozovic (inizialmente trequartista) e mettendo il danese nel suo ruolo naturale. 
Tuttavia niente avrebbe sbloccato il risultato se Spinazzola non avesse combinato la frittata.

La Juve, ovviamente, ringrazia. Ma la squadra di Sarri, in piena crisi, è capace di tutto. Ecco perché, nonostante un calendario severo (affronterà Napoli e Atalanta), l’Inter può sperare ancora.





IL TABELLINO

Roma-Inter 2-2 (primo tempo 1-1)


Marcatori: 14’ de Vrij, 46’ Spinazzola, 11’st Mkhitaryan, 42’st Lukaku (rig)

Assist: 14’ Sanchez, 46’ e 11’st Dzeko.

Ammoniti: Barella, Pau Lopez

ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Ibanez (74′ Smalling), Kolarov; Peres, Diawara (69′ Cristante), Veretout, Spinazzola; Pellegrini (83′ Perotti), Mkhitaryan (83′ Perez); Dzeko. Allenatore: Paulo Fonseca.

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (82′ D’Ambrosio); Candreva (67′ Moses), Brozovic, Gagliardini (69′ Eriksen), Barella, Young (67′ Biraghi); Lautaro Martinez (67′ Lukaku), Sanchez. Allenatore: Antonio Conte.

Arbitro: Di Bello