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Batistuta a Dzeko, è proprio vero che per far scivolare Totti in panchina serve un bomber di razza in rosa. Bisogna andare indietro nel tempo fino al lontano 2002 per risalire all’ultima esclusione del capitano per scelta tecnica: Bologna-Roma 2-1, il capitano entra al 21’ del secondo tempo al posto di Tommasi. L’allenatore era Capello. Nelle tre successive partite, giocate da titolare al fianco dell’attaccante argentino, il numero 10 aveva segnato la bellezza di 6 gol. Da quando è arrivato Dzeko nella capitale, non si fa altro che paragonarlo a quel Batistuta che aveva portato la Roma a vincere lo scudetto e non è un caso se proprio quest’anno Totti rischia di lasciare la maglia da titolare al bosniaco al debutto contro il Verona. D’altronde, Francesco era da anni che si augurava di veder arrivare un campione e, visto che potrebbe essere, anzi è -sulla carta – il suo ultimo anno da giocatore della Roma, Totti sarebbe felicissimo di fare il gregario, se servisse a garantirsi il secondo tricolore da record.

Poco importa se a Verona, come sembra, Garcia dovesse scegliere Dzeko dal 1’, anche se Totti non è abituato a stare a guardare. Dal 2002, infatti, ha saltato l’esordio in campionato solo altre due volte, e sempre per infortunio. Lo riporta Il Tempo.