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Tredici punti in sei partite, tre all'Olimpico e tre in trasferta. Quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta, a Genova contro la Sampdoria (un rigore sbagliato e un gol annullato...) il giorno dell'esordio sulla panchina della Roma. Aurelio Andreazzoli, Mister Semplicità, ha stupito un po' tutti, critica e tifosi, ma sicuramente non se stesso.

LE MOSSE VINCENTI

Aurelio a Trigoria ha lavorato a trecentosessanta gradi, cioè sia tecnico-tatticamente che psicologicamente. Ha radicalmente cambiato la Roma e la testa dei giocatori. Dal 4-3-3 di Zeman si è passati alla difesa a tre, con Stekelenburg al posto dell'impresentabile Goicoechea, e con due esterni, Torosidis e Marquinho, poco difensori e molto aggressivi. Da segnalare che Stekelenburg e Marquinho, accantonati dal boemo, nella sessione invernale di mercato sono stati sul punto di lasciare Roma. Dal 4-3-3 si è passati prima al 3-5-2 e poi al 3-4-2-1. Andreazzoli ha tolto Lamela dalla corsia laterale e l'ha portato dentro il campo (e l'argentino ha già segnato tre gol); ha spostato Florenzi da intermedio a trequartista; ha riscoperto Perrotta; ha rimesso Totti nel ruolo di centravanti; non ha (più) dato certezze a Osvaldo. Quanti lo avevano criticato per essere andato troppo incontro ai calciatori (esempio: un solo allenamento al giorno e alle 11) adesso dovrebbero elogiarlo per la fine mossa psicologica finalizzata alla gestione del gruppo. 

UNA SCELTA PER DUE

A forza di risultati, Andreazzoli ('Io mi confermerei', le sue parole prima di Udinese-Roma) si sta concretamente proponendo per dirigere anche la Roma 2013-14. I dirigenti stanno sondando parecchi terreni, stanno verificando la disponibilità di questo o quel tecnico (Max Allegri su tutti) ma - avendo a bilancio anche per la prossima stagione lo stipendio di Zeman - non perdono di vista l'allenatore di Massa. Che sta dimostrando di essere un validissimo restauratore. Ci si interroga, allora: potrà essere pure un valido costruttore? Una risposta certa non c'è, anzi non può esserci perché Aurelio non ha mai avuto la possibilità di fare il costruttore.

(Il Messaggero)