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Un solo uomo al comando. Luis Enrique. L'asturiano detta le regole, Sabatini e Baldini le avallano senza condizioni. In principio fu Osvaldo. Cazzotto a Lamela ed escluso nella partita successiva a Firenze. Lo stesso metro di giudizio però non fu adottato con Cicinho, ritardatario ad un allenamento tre giorni prima della partita contro i viola: il brasiliano giocò addirittura titolare, tra lo stupore generale. La Roma perse 3-0, e sono molte le affinità con la debacle di Bergamo.

La squadra, privata prima del capocannoniere e poi di uno dei leader dello spogliatoio, si è rivelata in entrambe le occasioni fragile e nervosa. La Roma ha finito il match contro la Fiorentina in otto uomini, ieri in nove. Arbitro sempre Damato. Nel dopo Atalanta-Roma, Sabatini e Taddei si sono morsi la lingua per non parlare del fischietto di Barletta: 'Avrei qualcosa da ridire sulla direzione di gara, ma sto zitto per non venire meno alle regole che ci siamo imposti', le parole del ds. Taddei invece ha parlato di 'costante'. 'Abbiamo giocato malissimo, quindi non cerco giustificazioni, ma di mezzo c'è sempre Damato'.

C'è perplessita per la disparità di giudizio adottata, soprattutto sull'episodio Cigarini-Osvaldo: giallo per il bergamasco autore del fallo, rosso al romanista per la reazione; ma già nel primo tempo l'ammonizione a Moralez per una manata sul volto di Rosi (sostituito da Josè Angel) è apparsa una decisione molto clemente. La Roma ha scelto il silenzio. Oggi, molti tifosi le chiedono di alzare la voce: 'Qualcuno se ne sta approfittando', temono.