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Due rigori, doppietta dell’ex, Jordan Veretout. Così la Roma ha battuto la Fiorentina spingendo indietro il Milan e allontanandosi dal fastidiosissimo preliminare della prossima Europa League. Non è stata una partita scintillante, ma viva, con buone occasioni (due pali della Roma, uno della Fiorentina), giocata sul possesso palla di Fonseca e le ripartenze di Iachini. L’unico dubbio sul rigore finale, quello del 2-1, anzi, il dubbio era sul contatto fra Terracciano e Dzeko, che aveva già calciato ed era in scivolata. In realtà di dubbi non ce ne dovevano essere per il semplice motivo che nella stessa azione, un attimo prima del rigore, Chiffi ha toccato la palla e l’ha deviata, creando lui stesso l’opportunità della Roma. Doveva interrompere il gioco e scodellare la palla. Errore brutto davvero.

LA STABILITA’. Fonseca e Iachini hanno raggiunto proprio nel finale di campionato un equilibrio su cui appoggiano le loro squadre. La Fiorentina ha la miglior difesa dalla ripresa della Serie A e quindi non si cambia. Le novità rispetto allo 0-0 di San Siro contro l’Inter erano i due esterni, Chiesa al posto di Venuti e Lirola per Dalbert, oltre a Pulgar per Badelj, Ghezzal per Castrovilli e Kouamé per Cutrone. Fonseca ha cambiato due uomini in meno, il trio centrale (Mancini, Smalling e Kolarov) e i due esterni (Bruno Peres e Spinazzola) erano gli stessi di Ferrara.

LA CLASSE. C’era un solo giocatore di classe cristallina sul terreno dell’Olimpico, Franck Ribery. Era alla decima partita consecutiva da titolare e nel primo tempo, nonostante un caldo che ti prendeva alla gol, ha seminato tre o quattro giocate del suo livello, compresa una stupenda uscita dal pressing con tocco di suola e tacco. Ribery, come al solito, giocava ovunque ci fosse bisogno di costruire. La Fiorentina puntava sulle ripartenze, stava raccolta dietro il pallone e attaccava appena trovava spazio. Iachini voleva una partita del genere, identica a quella di San Siro contro l’Inter, una partita in cui Chiesa faceva il terzino su Spinazzola in una difesa a cinque.

IL MOVIMENTO (SCARSO). La Roma teneva palla ma senza trovare sbocchi. Nella prima mezz’ora non è mai riuscita a coinvolgere Dzeko e se Dzeko resta fuori dal gioco la Roma non morde e nemmeno graffia. E’ da sempre così e non è un caso se la squadra di Fonseca è passata proprio quando il bosniaco è entrato sulla scena. In quei primi 30 minuti, invece, quando Diawara e Veretout alzavano la testa per impostare, davanti non c’era movimento, la squadra era già schiacciata. L’unico serio tentativo giallorosso di quel periodo è stata una conclusione di Pellegrini da fuori area respinta da Terracciano.

IL RIGORE E IL PALO. Le migliori occasioni da gol sono arrivate nel finale del primo tempo, quando la stanchezza ha cominciato a farsi sentire e gli errori sono aumentati. La prima della Fiorentina al 40', con un attacco velocisissimo rifinito da un cross corto fatto bene di Chiesa per Kouamé, girata al volo con palla respinta a due metri dalla porta da...Ghezzal, peraltro in fuorigioco. La seconda della Roma con un assist di testa di Dzeko e un tiro sballato, in area piccola, di Mancini. Dzeko stava finalmente prendendo possesso del gioco e recuperando (su Lirola) una palla sulla trequarti ha spedito in area Bruno Peres che lo stesso Lirola ha buttato giù. Rigore evidente. Due errori nella stessa azione dell’esterno di sinistra e un errore dell’esterno di destra (Chiesa) che teneva in gioco Bruno Peres. Il rigore è diventato 1-0 per la Roma con l’esecuzione dell’ex viola Veretout. In pieno recupero, Pezzella ha centrato il palo su una punizione di Pulgar.

L’ATTACCO NUOVO. Ora la Fiorentina doveva cambiare strategia. Doveva strappare il controllo del gioco alla Roma (che aveva il 60 per cento di possesso palla al 45') e attaccare. Nell’intervallo Iachini ha cambiato tutto l’attacco, fuori Ribery e Kouamé dentro Vlahovic e Cutrone. Senza il francese, il rischio era quello di spegnere l’unica fonte di brillantezza, ma la Fiorentina è partita bene nella ripresa, invertendo la posizione dei due interni Duncan e Ghezzal ma soprattutto avanzando di una ventina di metri la sua linea di gioco.

IL PAREGGIO. La Roma ha costruito con Dzeko (murato da Caceres) e con Mkhitaryan due buone occasioni poco prima del pareggio viola. Angolo di Pulgar, colpo di testa di Milenkovic (marcato male da Diawara) e palla nell’angolino. La partita si è spalancata con i reparti così staccati l’uno dall’altro.
IL NASO. In uno scontro fortuito con Milenkovic, Pellegrini ci ha rimesso il naso: è uscito con una maschera di sangue. Al suo posto è entrato Zaniolo. Caldo e fatica hanno preso il sopravvento, le squadre si sono allungate e le occasioni aumentate. Mkhitaryan ha centrato il palo (dopo splendida e decisiva deviazione di Terracciano), Vlahovic si è fatto murare in area da Kolarov, ancora Terracciano ha alzato sopra la traversa una sventola di Zaniolo e ha respinto il tiro di Kolarov da cui è nato il secondo rigore della Roma. La Fiorentina ha protestato e aveva ragione.


IL TABELLINO

Roma-Fiorentina 2-1 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 45′, 87′ Veretout, 54′ Milenkovic
Assist: 54’ Pulgar
Ammoniti: 35′ Pezzella, 72′ Caceres, 86′ Ghezzal, 87′ Iachini, 96′ Mancini

Roma (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Smalling, Kolarov; Bruno Peres, Diawara (77′ Cristante), Veretout, Spinazzola; Pellegrini (60′ Zaniolo), Mkhitaryan (82′ Perez); Dzeko. Allenatore: Paulo Fonseca.

Fiorentina  (3-5-2): Terracciano; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Chiesa (82′ Venuti), Ghezzal, Pulgar, Duncan, Lirola; Kouame (45′ Cutrone), Ribery (45′ Vlhaovic). Allenatore: Giuseppe Iachini.

Arbitro: Chiffi