151
Roma stanca, delusa e malata si mangia un Milan esangue: E se la merita la pietanza, fa un buono e giusto pasto. 



Come è successo, perché è successo? Il voto di merito della prima dozzina di quelli in campo della Roma vede una differenza tra il primo e l'ultimo di mezzo punto: tutti tra il sei e mezzo e il sette o forse meglio tra il sette e il sette e mezzo, fate voi. Il grafico invece dei voti di merito di quelli del Milan è una linea sussultoria: si va dal quasi quattro al quasi sette. Che vuol dire? Vuol dire che la Roma ha vinto di squadra oltre che di duelli individuali al merito.

Milan invece esangue assai. Non pessimo, forse neanche inferiore alla Roma nel gioco pensato. Ma senza nerbo, pallido, a tratti tra il tremebondo e il distratto: raro vedere tanti, tanti errori nel trattare la palla.

Roma stanca, delusa e malata aveva titolato alla vigilia Il Corriere della Sera. Stanca per la battaglia sotto la pioggia di appena giovedì. Delusa dallo scippo subito in Coppa. Malata di infortuni e disponibilità a mezzo servizio, le mancano all'appello Pellegrini, Cristante, Under, Zappacosta, Diawara, Mkhitaryan. Kluivert squalificato, Florenzi in panchina per onor di firma. E pure Kalinic fuori.

Tutto vero ma, come giovedì in Coppa, la Roma, questa Roma sa voler reagire e lotta, combatte, ci crede, crede a se stessa. Non tirano dietro la gamba, non rifiatano. Pastore è il Pastore che non ti aspetti: si muove, contrasta, tiene palla, lancia. Bene, più che bene. Non fosse quasi irrispettoso si potrebbe dire di un Pastore risorto.

Dzeko manco a dirlo il migliore. Ma bene Smalling e Sipnazzola e molto bene Veretout. A dirlo adesso, dopo che ha segnato il gol della vittoria romanista, nessuno ci crede, ma era stato Zaniolo quello più in ombra per buona parte del primo tempo.

La partita? Tre corner di fila per il Milan, la palla che colpisce forte Dzeko nelle parti basse, Donnarumma che esce a vuoto e non succede nulla sembravano tutti indizi di una partita che briciola dopo briciola stava, poteva diventare pane per il Milan.

E invece Zaniolo per la prima volta si rende utile davvero con un tiro che Donnarumma butta in angolo. Angolo di Veretout, torre di Mancini e Dzeko si perde la maschera segnando di testa l'uno a zero giallorosso. E' poi Donnarumma a tenere il punteggio su un solo gol di vantaggio per la Roma alla fine del primo tempo.

Si ricomincia e il Milan finalmente produce un gol con Hernandez. Adesso dovrebbe, come suol dirsi, uscire il Milan: più fresco, vantaggio psicologico. E invece esce una sorta di Milan non rinfrancato dal pareggio ma per così dire...al naturale. Milan che tiene palla senza sapere tanto bene che farne, Milan che disegna gioco, ma lo disegna come in una esercitazione e non in una partita vera, Milan che sbaglia passaggi, appoggi e uscite dall'area non si saprebbe spiegare tanto bene perché. Non serve a nulla Pjatek al posto di Paquetà, non serve nulla a nulla.
Dzeko ne fa un'altra delle sue belle e concrete, la palla a Zaniolo che non solo segna ma inganna Donnarumma (per questo segna). E poi la Roma con Mancini e Smalling e ancora Zaniolo e ancora Pastore non chiude il terzo gol per un pelo o quasi.

E la Roma che sta giocando il finale di partita è, con tutto il rispetto, una Roma che schiera tutti e tre insieme Antonucci, Cetin, Santon. I primi due non sfigurano e non sbagliano.

Sfigurano e non poco invece i Musacchio, i Biglia, i Suso, i Leao. Meglio di tutti tra i milanisti Donnarumma e Calhanoglu e Romagnoli. Ma è quella cosa che si chiama squadra che non c'è, o meglio: le vene ci sono, il sistema circolatorio è corretto e assemblato, tutto è disposto in buon ordine. Ma è il sangue che nelle vene del Milan non c'è.


IL TABELLINO

Roma-Milan 2-1 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 38′ Dzeko, 10’st Hernandez, 14’st Zaniolo
Assist: 38’ Mancini, 10’st Calabria
Ammoniti: Mancini, Antonucci, Cetin (R); Musacchio, Calhanoglu, Biglia (M)

Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola (28’st′ Cetin), Smalling, Fazio, Kolarov; Veretout, Mancini; Zaniolo (38′st Santon), Pastore, Perotti (8′st Antonucci); Dzeko. All: Fonseca.

Milan (4-3-3): Donnarumma; Conti (8’st Calabria), Musacchio, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Biglia (27′st Bennacer), Paquetà (18’st Piatek); Suso, Leao, Calhanoglu. All. Pioli.

Arbitro: Orsato