Ogni partita è doppia. Sul campo da gioco è fatta della contrapposizione tra forze, mentre nel campo economico e finanziario prevede forme di reciprocità. Il dare di una parte è l’avere di un’altra, e da lì in poi le parti possono invertirsi. Così può succedere nel calcio, quando si tratta di plusvalenze nella cessione dei diritti pluriennali dei calciatori. Fra club ci si scambia calciatori e relativi valori di bilancio, in perfetta armonia. Avviene così anche fra Chievo e Cesena, che da qualche anno a questa parte hanno istituito una rotta delle plusvalenze di cui Calciomercato.com ha dato una prima esposizione pochi giorni fa. In quella circostanza sono state passate in rassegna le plusvalenze realizzate dal Chievo grazie alle cessioni di giovanissimi calciatori al Cesena: ben 23 milioni nel corso dei tre esercizi chiusi fra il 30 giugno 2015 e il 30 giugno 2017. Ma poiché la partita è doppia, è il caso di dare una sbirciata dall’altra parte. Cosa succede in casa della società romagnola presieduta da Giorgio Lugaresi?

Nel cominciare a rispondere a questa domanda bisogna fare una premessa: presso il Registro delle Imprese non è ancora disponibile il bilancio del club bianconero chiuso in data 30 giugno 2017. L’esperto di fiducia mi assicura che si tratta di un ritardo assolutamente in linea con la tempistica consentita, dunque nulla di anomalo. Resta il fatto che in questo articolo non possano essere presi in esame i dati relativi all’ultimo esercizio. Li si rimanda a un prossimo articolo. Ci si concentra esclusivamente sui dati contenuti nel bilancio dell’AC Cesena spa chiuso il 30 giugno 2016, dove si trova conferma di cinque delle nove transazioni da plusvalenza menzionate nel precedente articolo sul Chievo. Si tratta delle quattro transazioni sui trasferimenti, con relative plusvalenze, di Luca Concato (2 milioni), Fatlind Mahuti (1 milione), Sebastiano Foletto (2,2 milioni), Eziefula Lordswill (1,8 milioni), tutti quanti menzionati nel bilancio clivense chiuso il 30 giugno 2016. A loro si aggiunge Thomas Gkaras, che è menzionato nel bilancio del club veronese chiuso il 30 giugno 2015 e lì trascritto senza nemmeno specificarne il nome di battesimo, con plusvalenza di 2 milioni. In questo caso, i fondamenti della partita doppia sono messi in discussione visto che quando si vende dovrebbe esserci anche chi acquista. Mentre nel caso di Gkaras, il Chievo vende entro il 30 giugno 2015, il Cesena acquista il 1 luglio 2015 o successivamente. Un errore che succede nella frenesia che accompagna i casi di trasferimenti di calciatori a cavallo fra il 30 giugno e il 1° luglio. 

Dunque i 9 milioni di plusvalenze realizzate nel biennio 2015-16 dal Chievo nelle transazioni col Cesena trovano riflesso nel bilancio 2016 del club romagnolo. E in attesa di trovare nel bilancio cesenate del 2017 la conferma degli altri 14 milioni di plusvalenze clivensi nello stesso anno, bisogna chiedersi: tutto qui? Proprio no. Altrimenti che partita doppia sarebbe? Si scopre che anche il Cesena ha realizzato parte delle sue plusvalenze (complessivamente pari a 17,8 milioni di euro) col Chievo. Lo ha fatto grazie al trasferimento di 3 giovanissimi calciatori, avvenuto nell’estate del 2016. Li si trova ordinatamente allineati a pagina 14 del documento. 



Il primo si chiama Matteo Bartoletti, difensore centrale classe 2000 che frutta al club romagnolo una plusvalenza da 1 milione di euro. Il secondo si chiama Lorenzo Sarini, portiere classe 1999 che vale una plusvalenza da 1,7 milioni di euro. Terzo e ultimo è Nicola Andreoli, attaccante esterno classe 1999 che frutta al Cesena una plusvalenza di 2,3 milioni di euro. Tutti e tre vanno dunque al Chievo, e tutti e tre incidevano per zero euro nel bilancio del Cesena, così come è nel caso dei nove calciatori ceduti dal Chievo ai romagnoli di cui si è detto nel precedente articolo. Fanno 5 milioni di euro di plusvalenza secca per il bilancio cesenate del 2016, così come sono stati 23 milioni di euro di plusvalenze secche quelli del Chievo tra il 2015 e il 2017. E a questo punto la vicenda dei tre giovani cesenati che vanno al Chievo si potrebbe chiudere qui. Invece è appena iniziata.

Succede infatti che la storiella prenda una piega bizzarra. In Lega Calcio la notizia del trasferimento di Bartoletti, Sarini e Andreoli dal Cesena al Chievo viene data il 1° luglio 2016. Passano soltanto 12 giorni, e arriva la notizia che sa di contrordine: i tre ragazzi tornano al Cesena in prestito dal Chievo. Probabile che non abbiano trovato di loro gradimento l’aria dell’Adige. Risultato: il Cesena mette a bilancio i 5 milioni di plusvalenza e si ritrova in prestito i tre giovani calciatori che avevano permesso di realizzarla. Meraviglioso. Sembra il vecchio sketch delle 10.000 lire interpretato da Macario, Martana e Rizzo. Ma che fine hanno fatto i ragazzi ex Cesena prestati dal Chievo al Cesena dopo 12 giorni al Chievo? Bartoletti è ancora a Cesena, in forza alla Primavera, ma secondo la scheda di Transfermarkt non è ancora sceso in campo. Sarini, dopo alcuni mesi a Cesena, è stato poi spedito in prestito in Serie D al Romagna Centro, la stessa squadra da cui è passato il greco Thomas Gkaras, e lì gioca da titolare. Andreoli è titolare nella Primavera cesenate. Teoricamente dovrebbero tornare tutti al Chievo a fine stagione, e staremo a vedere se succederà.

Qui si chiude, per il momento, il capitolo della rotta delle plusvalenze fra Chievo e Cesena. Non si chiude invece il discorso sul Chievo e sul Cesena, né sugli altri club che con Chievo e Cesena o con club terzi hanno intrecciato affari e plusvalenze. C’è ancora parecchio da raccontare. 

@pippoevai