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Dopo sette sconfitte consecutive in molte (tutte?) le piazze del calcio italiano sarebbero già saltati incarichi uno dopo l'altro. Nella terra dove i risultati contano più di tutto e la parola 'progetto' assume contorni spesso molto strani, c'è un posto in cui la coerenza sembra tornata alla ribalta. I maligni dicono che sia 'merito' dell'avarizia che colpisce spesso questa parte d'Italia, altri riconoscono in queste scelte il ritorno ad uno stile che negli anni è stato vincente. Stiamo parlando di Genova e più precisamente della Sampdoria, che alla settima sconfitta consecutiva non solo non ha ancora cacciato nessuno ma in caso di vittoria nel derby continuerà a credere nel suo progetto. Il vice presidente vicario Edoardo Garrone ripone tutta la sua fiducia nella squadra che ha scelto a inizio anno e conferma tutti, da Sensibile in giù, aspettando l'esito della stracittadina.

La strada della coerenza è stata intrapresa, la sconfitta di Palermo non ha avuto ripercussioni. Ora però si attende un cambio di tendenza. Ferrara non vuole dimettersi perchè crede nella riscossa, Garrone aspetta fiducioso e non mette in dubbio il valore del suo allenatore. Situazione che è andata via via complicandosi anche per Pasquale Sensibile. Fino ad un mese fa Edoardo Garrone andava dicendo che la firma sul contratto sarebbe stata una formalità. Ora il derby diventa decisivo perchè l'assenza del d.s. a Samp-Atalanta e qualche dissidio con il d.g. Sagramola avrebbero reso più freddi i rapporti. I dubbi ci sono anche da parte di Sensibile, secondo alcuni vero e proprio separato in casa. La sensazione è che tra le due parti ci siano stati momenti migliori, e che queste sconfitte stiano facendo un po' precipitare le cose. La situazione è bollente, e forse per decidere sul futuro il direttore sportivo aspetterà momenti più felici. Coerenti e vincenti: la Sampdoria ci crede, almeno fino al derby numero 105.