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"Se l’Inter fosse il famoso videogioco, Commandos, lui sarebbe il geniere. Quello che piazza ordigni per far crollare le difese avversarie, con giocate di fino, intellettualmente e tecnicamente. Lo trovi in area a fare sponda a Calhanoglu per il 2-0 di Dzeko ed è l’uomo assist per la rete di Dumfries, con un cross alla Cafu". La nostra pagella della sfida dell'Olimpico con la Roma riassume perfettamente la stagione di Alessandro Bastoni, l'uomo in più di un'Inter tornata a fare le cose in grande. Dopo essere cresciuto, per un biennio, sotto l'ala protettiva di Skriniar e de Vrij il ragazzo di ​Casalmaggiore ha spiccato il volo, diventando un leader della difesa nerazzurra.

MANCIO, GUARDA - Autorità e personalità, il difensore transitato da Atalanta e Parma, è diventato una certezza di Inzaghi, che ha avuto risposte positive sia da terzo di sinistra sia, all'occorrenza, da centrale nello schieramento a tre. Una buona notizia, in attesa di capire quello che sarà il futuro del titolare de Vrij, un messaggio, al commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini, che ha finalmente trovato chi può raccogliere l'eredità di Giorgio Chiellini. Bastoni ora è pronto per prendere per mano l'Italia oltre all'inter, che continua a essere la priorità.
FUTURO - Il suo profilo fa gola ai grandi club, Real Madrid e Manchester City su tutti, ma per Marotta è un intoccabile. Lo scorso marzo ha trovato l'accordo con i suoi agenti per rinnovare fino al 2024 il contratto, con ingaggio alzato a circa 4 milioni di euro netti a stagione, a primavera del prossimo anno verranno messe le basi per prolungare ancora. Bastoni, a 22 anni, è diventato una certezza, un pilastro. Del presente e del futuro.