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Giornate nerissime per la Zebra. In una settimana sulla Juventus è venuto giù il finimondo. Un momento duro, per i bianconeri, forse il peggiore da Calciopoli in poi. Quattro botte pesanti, condite da una beffarda coda televisiva: in cauda venenum, appunto. Martedì sera la bastosta col Chelsea, alleggerita dal fatto che la squadra era già qualificata (ma ancor dolorosa per lo spettacolo offerto) ha rappresentato quella lezione d’inglese impietosamente ricordata da Capello e ingigantita dalla scena internazionale.

A questa è seguita il calo in Borsa, accentuata certamente da un Black day davvero nero per tutte i listini, ma comunque iniziata da parecchi mesi, con perdite che superano il 30 per cento del valore delle azioni. In un anno le azioni della Juventus sono passate dal valore di 0,80 € allo 0,57, mentre il Ftse Mib nello stesso periodo, è in forte guadagno da 22132 punti a 25852. Se il venerdì nero della borsa milanese (non la sola a soffrire) s’inserisce in un contesto positivo, il venerdì nero juventino è un’ulteriore caduta durante la discesa.

La terza batosta è impersonata dalla Guardia di Finanza alla Continassa ovvero l’accusa per Agnelli, Nedved e Paratici ed altri funzionari di false comunicazioni ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. In sostanza, la Procura di Torino formula un’ipotesi  di falso in bilancio, ottenuto attraverso il meccanismo delle plusvalenze. Forse non si tratta d’un fulmine a ciel sereno perché la società bianconera, nei documenti relativi all’aumento di capitale da 400 milioni, aveva già comunicato il rischio possibile di quanto accaduto, scrivendo di  eventi che “potrebbero avere un impatto negativo rilevante sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo”. Ma il fulmine ha colpito.
Infine il ko subito oggi dall'Atalanta nel fortino dello Juventus Stadium, che fortino non è più. Eguagliato il peggior record casalingo, concessa una vittoria in trasferta alla Dea che mancava dal 1989 e i tifosi che sono scesi ufficialmente dal carro bianconero, subissando la squadra di fischi e cori nel corso dei 90 minuti. Il danno più grande però guarda alla classifica e a quel quarto posto raggiunto da Pirlo a fatica l'anno scorso che vorrebbe dire accesso alla Champions e che ora dista addirittura 7 punti.

Già, proprio Pirlo condisce la beffa televisiva finale, ovvero quella che è già stata battezzata “l’Amar(z)on di Pirlo”: “All or Nothing”, la serie Amazon “che racconta la stagione d’un grande club”. Ironia della sorte, quella in scena è stata la peggiore delle ultime stagioni juventine. Almeno così si pensava fino a una settimana fa.