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Gli ultras italiani decidono di dire la loro e lo fanno per costruire un calcio diverso. Lo avreste mai immaginato? No, se credete che le curve siano popolate soltanto da ominidi con la passione per l'ultraviolenza senza Beethoven. E invece nelle curve c'è molto altro, così come nei gruppi del tifo organizzato. Che sono composti da persone capaci di elaborare e portare avanti delle visioni, oltre che dei valori. Dopo di che si potrà anche non essere d'accordo su quelle visioni e quei valori, ma si avrebbe il dovere di prenderli sul serio anziché alzare un muro di non ascolto e non dialogo. Tanto più che da quel mondo possono venire fuori iniziative come quella che ha portato al documento datato 16 giugno 2020 e intitolato “Ridimensionamento del sistema calcio. Un sistema fuori controllo”.


Elaborato da un gruppo di lavoro che raccoglie diverse realtà ultras italiane, il documento è stato presentato sabato 1° agosto a Napoli, in una location di assoluto rilievo: la Sala dei Baroni del Maschio Angioino. E a ascoltare l'illustrazione del documento erano numerosi esponenti politici nazionali e locali. Fra gli altri: il viceministro dell'Interno, Vito Crimi; il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia; il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris; parlamentari nazionali di diversa estrazione politica (Daniele Belotti, Paolo Cento, Paolo Russo) e altri personaggi della politica locale. Tutti quanti sono rimasti impressionati dal livello dell'analisi e della proposta. Perché, come potrete constatare da voi leggendolo, il documento è davvero di alto livello.


Esso è il frutto di un lavoro che, come si legge dalla pagina Facebook “Ultras Brescia 1911 EX-Curva Nord”, è stato è stato avviato dagli ultras della Sampdoria ma successivamente si è avvalso dell'apporto di tutti gli altri gruppi. I quali hanno ormai istituito un metodo di lavoro e condivisione partito a metà degli Anni Zero con le manifestazioni nazionali unitarie contro la repressione e proseguito nel corso del tempo. A dimostrazione del fatto che sui temi d'interesse comune si possa mettere da parte non soltanto le inimicizie consolidate, ma anche gli steccati di disciplina sportiva (partecipano pure gruppi di tifo organizzato del basket).

Ci limitiamo a sintetizzare il senso del documento, che merita d'essere letto. I tifosi si schierano dalla parte del ridimensionamento economico come unica soluzione per salvare il calcio e farlo tornare alla sua natura di fenomeno popolare, di pura partecipazione. E non si tratta certo di un'apologia della “decrescita felice”, quanto di un serio monito contro i vizi di un sistema strangolato dai suoi stessi eccessi, ormai incapace di vivere entro limiti di compatibilità. Ciò che secondo il documento è stato dimostrato definitivamente dall'emergenza Covid-19, coi campionati di Serie A e B fatti ripartire a qualsiasi costo mentre quelli delle altre discipline dichiaravano chiusa la stagione. Il documento espone numerose tesi. Potete condividerle in toto o in parte, ma si tratta di tesi costruite col ragionamento oltreché ben documentate con tanto di note a piè di pagina.


Un'ultima annotazione. Il documento si chiude con un'appendice dedicato alle squadre B, nella quale si riprende abbondantemente la prima puntata dell'inchiesta di Calciomercato.com sull'Under 23 della Juventus. Ne prendiamo piacevolmente atto.
@pippoevai