29

Dopo un anno di quasi inattività, prima per infortunio e poi per il lento inserimento nel gruppo di Mazzarri, ora Ruben Botta non vede l'ora di spaccare il mondo. Vorrebbe scendere in campo e far vedere finalmente anche in Italia cosa sa fare; ma chiaramente, vuole ora poterlo fare con continuità, per buttare dietro il pallone tutto ciò che ha accumulato nella lunga attesa. Per questo, con l'agente Sergio Levinton vengono vagliate con estrema attenzione le tante offerte pervenute al 24enne calciatore.

Calciatore e procuratore i quali sanno, e bene, che i suoi primi estimatori italiano sono stati Giampiero Ventura e il Torino; tentarono di prenderlo dal Tigre prima che ci riuscisse l'Inter, e non hanno mai smesso di seguirlo, tanto da chiederlo come contropartita per D'Ambrosio lo scorso gennaio salvo scontrarsi con il veto di Mazzarri (veto parso poi incomprensibile alla luce dello scarso minutaggio totalizzato dal fantasista). Ora, il Parma ha parlato con il suo entourage, lo stesso ha fatto il Cagliari (che pare però ora essersi defilato), mentre il Chievo è l'unico club ad aver fatto pervenire una proposta ufficiale all'Inter.

Ma con i nerazzurri si è fatto vivo pure il Torino. Non con una proposta, non ancora, ma con una richiesta: "Per cortesia, bloccate tutto". I granata ballano sul filo della cessione di Cerci; se partisse il nazionale azzurro, allora punterebbero proprio sul trequartista argentino per affidargliene l'eredità. Già, Ventura ha questo piano in testa da molto tempo; Botta lo sa, apprezza, e se potesse sceglierebbe questa strada. Per il blasone del Toro, per il suo presente (le coppe), e perchè saprebbe di essere al centro del progetto tecnico. Ma tutto dipende da Cerci. L'Inter aspetterà?