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Da calciatore di successo con le maglie di Arsenal e Milan tra le altre ad imprenditore capace di creare, insieme ai suoi soci, un’azienda che oggi primeggia nel campo dell’energia green. Dodici anni fa l'ex centrocampista francese Mathieu Flamini fondava la GFBiochemicals, marchio che ha immesso sul mercato il levulinico, un intermedio chimico ricavato da cosmetici, plastica, fertilizzanti, scarti agricoli e realizzato attraverso principi e metodi che non impattano sull’ambiente.
Sono nato sul mare e già da bambino mi rendevo conto di quanto i problemi dell’ambiente, frutto delle attività dell’essere umano, potessero essere nocive per il pianeta. Già all’epoca c’era tanta plastica sulle spiagge”, racconta a Il Corriere della Sera. Al quale svela come è nata questa iniziativa imprenditoriale: “Nel 2008, quando giocavo al Milan, ho conosciuto degli scienziati e degli ingegneri italiani e, dopo aver stipulato un accordo col Politecnico di Milano, abbiamo iniziato a produrre il biolevulinico, una molecola ottenuta da fonti biologiche rinnovabili e avvalendoci di processi biotecnologici sostenibili. Il nostro obiettivo è ridurre l’inquinamento chimico”.
Flamini spiega come la sua attività possa contribuire a migliorare la qualità della vita sul pianeta: “Col nostro lavoro alla GFBiochemicals ci occupiamo di sostituire le molecole inquinanti presenti in molti prodotti della vita quotidiana - dagli shampoo ai cosmetici - che di solito vengono prodotti utilizzando petrolio o silicone, che poi finiscono nei mari e nelle reti fognarie. Abbiamo ridotto le emissioni di anidride carbonica dell’80% e abbiamo stretto diversi accordi per realizzare solventi “verdi” che commercializziamo nei settori dei prodotti per la casa e la cura del corpo, dell’agrochimica e della cosmetica”.