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La Uefa di Aleksander Ceferin, che da anni si spende attraverso la campagna "Respect" per la salvaguardia dell'uguaglianza e la lotta ad ogni forma di discriminazione, dice no alla Germania e alla proposta di manifestare il proprio dissenso contro una recente legge del governo ungherese che va a colpire la comunità LGBT. L'Allianz Arena di Monaco di Baviera, che ospiterà domani la sfida tra Germania e Ungheria, non potrà dunque colorarsi di arcobaleno, come ha annunciato con una nota la stessa Uefa.

LA NOTA - "La Uefa è un'organizzazione neutrale sotto l'aspetto politico e religioso. Considerando il contesto politico di questa particolare richiesta - un messaggio che guarda alla decisione assunta dal parlamento ungherese - la Uefa si vede costretta a respingere questa richiesta", fanno sapere da Nyon. In alternativa, vengono proposte date alternative per varare questo tipo di iniziativa: il 28 giugno o tra il 3 il 9 luglio, ossia quando non ci sarà nessun rischio di urtare la sensibilità del primo ministro ungherese Viktor Orbàn. 
IL CASO - Un caso diplomatico sarà dunque evitato, ma l'immagine della Uefa finisce ancora di più nell'occhio del ciclone. Soltanto pochi giorni fa, il portiere della Germania Manuel Neuer è stato ad un passo dal finire sotto indagine per l'utilizzo di una fascia da capitano di colore arcobaleno, proprio per manifestare la sua vicinanza alla causa del movimento LGBT, prima che il caso rientrasse. E nel frattempo la Uefa ha avviato un'inchiesta sul comportamento dei tifosi dell'Ungheria che, in occasione delle partite con Portogallo e Francia, avrebbero esibito striscioni dal chiaro contenuto razzista, oltre a riservare il verso della scimmia ai giocatori di colore avversari.