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Sì, la Juve di Sarri - cioé quella che vince tritando l’avversario e gioca come vuole l’allenatore - è la Juve che in un tempo segna tre gol all’Udinese, obbliga Musso a due parate eccezionali e, nella ripresa, non si ferma: un legno e mezzo della porta avversaria e un altro prodigio del portiere dei friulani.

Sì, la Juve di Sarri è quella del tridente pesante - ovvero Dybala trequartista con Ronaldo ed Higuain di punta - con il quale finalmente si vince facile, come è accaduto quasi sempre (ma a partita in corso) e come si era visto anche mercoledì in Champions League contro il Leverkusen (in gol Ronaldo e Higuain entrambi su assist di Dybala).

Sì, la Juve di Sarri è quella che per essere equilibrata è corta e stretta, ha la linea alta di difesa, pressa in avanti e nulla concede a chi le sta davanti. Anch’io, nel mio piccolo, avevo invitato Sarri a partire con il tridente dall’inizio, a togliere di mezzo Bernardeschi e ad affidarsi alla qualità acclarata di Ronaldo, Higuain e Dybala. 

Sarri ha azzardato e ha vinto la partita come meglio non avrebbe potuto. Anzi, per ironia della sorte, il gol dell’Udinese, assolutamente dominata, è venuto quando Dybala era uscito per far posto a Bernardeschi e Higuain era stato sostituito da Douglas Costa.

Ciò significa che anche la tattica è una questione interpretativa. Per quanto la segnatura dell’Udinese sia stata estemporanea e si sia collocata al 95’, cioè a gara conclusa, sono convinto che non ci sarebbe stata se la Juve avesse continuato a cercare il gol come ha fatto con il trio in campo.

La Juve ha vinto non solo con il merito, ma anche con l’equilibrio. Ronaldo il migliore (due gol e un palo), ma Dybala lo segue a ruota. L’argentino, responsabilizzato da Sarri, ha corso molto, è indietreggiato con metodo, ha segnato un gol stupendo (annullato per fallo di mano) e accarezzato la traversa nella ripresa al culmine di un’azione Ronaldo-Higuain-Dybala che ha dimostrato quante e quali siano le affinità tra questi giocatori.

Higuain ha lavorato al solito e fornito l’assist del secondo gol di Ronaldo (passaggio filtrante per un tiro diritto), anch’egli ha cercato il gol (36’ tiro parato da Musso), ma tutto è sempre partito da Dybala. 

Le buone notizie per la Juve non arrivano solo da un esperimento che sembra definitivamente riuscito. Demiral ha giocato al posto di De Ligt (entrato nel finale per Bonucci) ed è stato eccezionale sia nella posizione che negli interventi, proprio come era sembrato a Leverkusen nell’esordio in Champions. In questo momento dire che la Juve ha tre centrali (Bonucci, de Ligt e Demiral) uno meglio dell’altro e un quarto (Rugani), assolutamente affidabile, non è essere esagerati.

Se a questo aggiungiamo la prestazione del redivivo Bentancur (ha sostituito lo squalificato Pjanic) e la diligente (e intera) partita di Rabiot, possiamo dire che la Juve va prima a Genova (mercoledì nell’anticipo con la Sampdoria) e domenica in Arabia (finale di Supercoppa con la Lazio) avendo una rosa di prim’ordine (mancano solo Chiellini e Khedira) oltre che in buone condizioni di forma.

Ma la quadratura del cerchio è il 4-3-1-2 con Dybala per Bernardeschi e Higuain e Ronaldo attaccanti. La doppietta del portoghese testimonia che sta tornando sui livelli di forma consueti, ma certifica anche che in una squadra che dialoga quasi sempre di prima, raccolta come una testuggine e pronta a sprigionare la propria potenza, Ronaldo è più decisivo che mai. 
Contro la Samp potrebbero rientrare sia Cuadrado (squalificato e sostituito da Danilo) che Alex Sandro (al suo posto De Sciglio). Tuttavia l’abbondanza di scelte non può che far sorridere Sarri. L’assenza di Bentancur (si è andato a cercare l’ammonizione) era programmata. Né il giocatore, né il suo allenatore volevano rischiare di perdersi la Supercoppa (valgono le ammonizione del campionato) mentre è assolutamente certo il recupero di Pjanic.

Contro l’Udinese (praticamente a cinque in difesa) la partita si è indirizzata dopo nove minuti quando Ronaldo ha trasformato in gol un lancio di Bonucci, stoppato in maniera difettosa da Dybala. La Juve, questa volta, non ha solo controllato, ma ha cercato con costanza il gol, mentre l’Udinese non ha saputo opporre nessuna proposta offensiva. 

Dopo il raddoppio di Ronaldo (36’, assist di Higuain), ha triplicato Bonucci di testa su corner (44’, assist sempre di testa di Demiral). Nella ripresa, cominciata meglio dall’Udinese, con una serie di conclusioni che hanno chiamato Buffon (sostituto di Szczesny, acciaccato dell’ultimo minuto ad una spalla) a tre interventi decisivi, Dybala ha “spolverato” la parte alta della traversa e Ronaldo, di sinistro, ha colpito un palo interno. Ci stava un’altra rete della Juve, invece ha segnato l’Udinese. Ma se giochi così, niente può far paura. Juventus-Udinese 3-1


IL TABELLINO

Marcatori
: 9' p.t. Ronaldo (J), 38' p.t. Ronaldo (J), 45' p.t. Bonucci (J), 47' s.t. Pussetto (U).
Assist: 38' p.t. Higuain (J), 45' p.t. Demiral (J)
Juventus (4-3-1-2): Buffon; Danilo, Bonucci (31' s.t. De Ligt), Demiral, De Sciglio; Rabiot, Bentancur, Matuidi; Dybala (30' s.t. Bernardeschi); Higuain (35' s.t. Douglas Costa), Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Perin, Ramsey, Alex Sandro, Pjaca, Emre Can, Rugani, Muratore. All. Sarri.
Udinese (3-5-2): Musso; De Maio, Troost-Ekong, Nuytinck; Ter Avest, De Paul (21' s.t. Wallace), Mandragora, Fofana, Stryger Larsen (42' s.t. Nestorovski); Okaka (16' s.t. Pussetto), Lasagna. A disp. Perisan, Nicolas, Sierralta, Opoku, Becato, Barak, Teodorczyk. All. Gotti.
Arbitro: Pasqua di Tivoli.
V.A.R.: Piccinini di Forlì.
Ammoniti: 21' p.t. Dybala (J), 40' p.t. Nuytinck (U), 48' s.t. Bentancur (J).