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  • La verità di Bellavista:| 'Non falsavo le gare'

    La verità di Bellavista:| 'Non falsavo le gare'

    «Ci sono stati contatti con giocatori del Bari ma per motivi di amicizia, non certo per truccare partite». Lo ha detto Antonio Bellavista, 252 gare in biancorosso, molte da capitano. Assistito dal suo legale, è stato sentito per nove ore dagli avvocati Monaco e Milani, di Matera e Bari, inviati dalla Procura federale della Figc a Bitonto, dove l’ex calciatore sta scontando gli arresti domiciliari. Il suo legale, Roberto Chiusolo, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cremona, ha presentato al gip Guido Salvini una nuova istanza di revoca della misura cautelare. L’interrogatorio della Figc rientra nel calendario di audizioni (21 i convocati tra dirigenti, direttori sportivi, allenatori, calciatori ed ex calciatori) iniziate lunedì scorso. Le audizioni dovranno portare in breve tempo (il procuratore federale Stefano Palazzi vuole chiudere l’istruttoria entro il 20 luglio) a una sentenza sportiva sul nuovo scandalo del calcio scommesse (Bellavista rischia la radiazione). Più tardi arriverà anche la sentenza della giustizia ordinaria. L’interrogatorio di Bellavista è stato molto più lungo di altri che lo hanno preceduto, durati non più di due ore. Il calciatore ha riferito dell’inchiesta di Cremona.

    I procuratori della Figc gli hanno fatto domande su nomi nuovi, che Bellavista ha detto di non conoscere. Ha invece ammesso di aver avuto contatti in questa stagione con i giocatori del Bari. Ma sarebbero stati, ha chiarito l’ex capitano del Bari, solo normali relazioni di amicizia. Ancora una volta Bellavista ha riconosciuto di essere uno scommettitore. «In passato - ha spiegato - era convinto che molte partite fossero pilotate con accordi sottobanco. Dopo, però, ho appurato che, in realtà, c’era solo gente, come Marco Paoloni (ex portiere della Cremonese, poi del Benevento, per cui il gip Salvini ha disposto l’obbligo di firma e di dimora a Civitavecchia, ndr), che millantava di conoscere giocatori disposti a condizionare i risultati delle partite». Bellavista ha negato di aver mai visto Paoloni (mentre nell’ordinanza di custodia cautelare si parla di un presunto episodio di estorsione di Bellavista ai suoi danni) e di aver avuto rapporti con altri indagati come Massimo Erodiani e Marco Pirani. Quanto a Beppe Signori (ex di Nazionale, Lazio e Bologna) lo avrebbe incontrato una sola volta. Ma non per le scommesse. «Sono uno scommettitore onesto - ha ribadito Bellavista davanti ai due avvocati federali - non mi devo pentire di nulla. Sono innocente e lo dimostrerò».

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